poliamore, poligamia, polyamore

nella suite ci dormo io (o: delle cose che sono in continua evoluzione)

“la suite consiste in una serie di privilegi, precedenze e diritti che possiede una persona che frequento rispetto alle altre, ottenuta grazie al ruolo più rilevante o consistente che riveste questa persona nella mia vita sentimentale, rispetto a tutti gli altri/e.”

“suite” è un termine che ho coniato nella mia prima vera esperienza poliamorosa. coniato io o Lui, l’intestatario della suite, non ricordo con precisione, ma non importa molto. in una delle pareti c’è e rimarrà sempre la targa “in memoria di”.
perchè l’abbiamo coniata? non lo so. forse perchè avevamo paura. forse perchè avevamo bisogno di sicurezza, forse perchè era REALMENTE così. forse sì…. quella cazzo di suite esisteva. “il cuore ha più stanze di un bordello, ma io ho la suite” questo era ciò che ci ripetavamo. delirante o sensato che questo vi appaia, non importa. per un po’ ha funzionato. ed era anche un discreto equilibrio, sensatamente stabile e piacevolmente efficiente. forse, traeva ispirazione dall’unica coppia poligama che avevamo sotto gli occhi allora e che vive esattametne così: un rapporto primario attorno a cui orbitano manciate di altre “scappatelle” (passatemi il termine, demoniacamente impreciso ma assolutamente efficace). forse. o forse è quello che eravamo assieme o che avevamo bisogno di essere assieme. una coppia. contro tutto e tutti.

parlo al passato. me ne sono accorta. oggi, nella suite ci dormo io. e “io” è l’unica persona a cui dedico quelle speciali attenzioni e diritti e privilegi. come: mettere sempre al primo posto la sua felicità, chiedere sempre il suo parere prima di fare qualsiasi scelta che potrebbe coinvolgerla. darle sempre la precedenza, su tutto e du tutti. costruire progetti solidi e conclamati per il futuro solo con questa persona. concederle il diritto di veto o di esclusiva.
ebbene, ad oggi, questa persona sono IO. e inizio forse anche un po’ a pensare che questa della suite sia stata solo uno stadio, una tappa nella evoluzione, una situazione non stabile e incline al mutamento e che in realtà tutte le storie che la attraversano siano poi inclini al cambiamento. già. lo stadio “suite”. in cui ti illudi di avere il controllo della situazione e di non essere in pericolo, mai. si può dire che questo stadio sia un po’ una via di mezzo tra la monogamia e la poligamia. è una poligamia molto controllata. una monogamia un po’ aperta. come quelle coppie in cui lui va a puttane tutti i mercoledì sera dopo il calcetto e lei chiude un occhio, anzi forse anche un po’ le piace l’idea e a nessuno dei due verrebbe mai in mente di cambiare nulla.

ebbene. ad oggi a me piace l’idea di essere libera. padrona di me stessa. in grado di muovermi nella direzione in cui desidero farlo. sembrerà assurdo a molti, ma all’improvviso è come se il concetto di coppia aperta mi stesse stretto. perchè parlare di COPPIA, se in realtà il termine definisce una relazione che intercorre tra molti? era una cosa che ha fatto impazzire un mio ex, per tutto il tempo in cui ha provato a capire me ed il mio modo di vedere le cose: se tu scopi con tutti, cosa differenzia me da tutti gli altri? ebbene. spesso le differenze si vedono, si sentono e si toccano con mano. questo è innegabile: la coppia C’E’ e poi ci sono tutti gli altri. ma forse a volte queste coppie nel tempo si trasformano. mutano. cambiano direzione. spesso in maniera imprevedibile. e non puoi davvero essere SICURO come volevi essere quando hai definito il tuo concetto di “coppia” e quello di “libertà”.

e allora forse il segreto è semplicemente godersi tutto ciò che succede, senza per forza aggrapparsi al concetto di PER SEMPRE. le cose cambiano. tutto scorre. panta rei, mi dicevano al liceo. e mai come in questo momento comprendo a pieno il significato di queste 8 lettere. pretendere di stare fermi immobili, ancorati alle proprie posizioni, quando tutto attorno a noi è corrente e acqua che spinge è non solo faticoso ma anche dannatamente assurdo ed inusuale. senza contare che quel che non si sposta prima o poi si piega. se non anche si spezza. quanto meno SI CONSUMA.

forse era nel corso naturale delle cose, quindi, questo cambiamento. questa evoluzione. o forse sto solo spostando la mia suite in un altro albergo ed ho cambiato locatore. in fondo, non lo posso davvero sapere. non adesso. non in anticipo, no, purtroppo e per fortuna non si può.

auguratemi buona fortuna.

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amore, poliamore, poligamia, polyamore

quattro (o del come si prende in mano la felicità)

a volte credo che il numero perfetto sia quattro. o forse tre. non saprei. non sono una esperta di triangolazioni nè di scambi di coppia,perciò… non so quale sia il numero PERFETTO.
di sicuro, DUE è troppo poco. e con questo, non condannatemi. non intendo che il mio numero due non mi soddisfi o non mi ami o non mi piaccia veramente. lo è e lo fa, è tutte queste cose insieme. eppure. a volte… a volte desideri altro.
qualcosa non in più, ma di diverso. qualcosa che non potresti avere dal tuo numero due, o qualcosa che tu non potresti dargli. funziona come con i gelati (… come al solito… lo so…): il fatto che io possa svegliere solo due gusti per cono non significa affatto che non desideri anche altri. e infatti. li desidero.

quattro è un numero che spesso mi soddisfa. anche tre, a volte. mi piace guardare. mi piace dare la precedenza a chi di dovere. mi piace condividere…. amore, sesso, passioni…. non importa. condividere. moltiplicare. perchè a differenza di quel che pensate, l’amore condiviso non diminuisce. ma aumenta. in proporzione alla generosità con cui condividete.

oggi a pranzo è venuta una coppia di nostri cari amici. cari sembra una parola strana, perchè c’è gente meno cara che conosco da più tempo o che frequento più spesso. ma è proprio quel che vi dicevo. l’intensità aumenta.
dicevo, comunque. il pranzo. la coppia. amo guardare lei mentre li affascina, entrambi, in due maniere diverse. mentre CI affascina, dovrei dire, visto il mio “lieve lato bisessuale”, come dice mio fratello. amo la carica erotica che leggo loro negli occhi, quando si guardano. amo quel patto di mutuo silenzio, di rispetto non scritto che intercorre tra noi quattro. nessuno muoverebbe un dito per ferire nessun altro. non esistono invidie, non esistono rancori. ognuno ha un proprio posto e le regole sono ferree quanto mute. e così, invece di un solo amante, o di un solo fidanzato ed un amante o di un fidanzato e una amante… possiedo tutti e quattro. e più. ho
un’amica e un affettuoso amico, ho un amante ed un’amante, a volte separati, a volte insieme, ed ho un fidanzato, a cui tutto ciò non solo va bene, ma piace ed eccita tanto quanto a me.
sono in vena di romanticherie, oggi. perciò non vi racconterò delle nottate a quattro, negli alberghi o delle notti in cui lui era da lei e l’altro era con me… nè di quanto mi piace starli a guardare quando si baciano o si svestono o si leccano, succhiano, godono. non vi racconterò di tutto questo. ma dell’elettricità che c’è nell’aria quando siamo tutti quanti insieme, anche solo seduti attorno ad un tavolo. a quanto lui assomigli a me, a quanto io assomigli a lei e… beh. Lui è Lui. non potrei avere tutto questo, senza.

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amore, Senza categoria

credevo fosse amore (e invece non era per sempre)

okay. forse sbaglio io. forse sono troppo cinica, troppo crudele, troppo oggettiva e materiale. i’m a fucking scientist. perciò. partiamo da qualcosa di realmente OBIETTIVO.

e prendo il dizionario. alla voce amore, recita:

1 affetto intenso, sentimento di profonda tenerezza o devozione

2 inclinazione forte ed esclusiva per una persona, fondata sull’istinto sessuale, che si manifesta come desiderio fisico e piacere dell’unione affettiva:

[www.sapere.it]

bene. ci terrei a precisare che in NESSUN delle definizioni di amore sul dizionario è contemplata la parola PER SEMPRE. dunque. inizio a sperare. forse non sono ammattita io. forse è matto TUTTO IL RESTO DEL MONDO… okay. datemi della pazza. ma ognuno di noi trova sempre un qualche pensiero assurdo a cui aggrapparsi e sperare.

nel vostro caso. è il PER SEMPRE. ora. non voglio passare per cinica bastarda. e soprattutto non voglio che il mio attuale “PER SEMPRE” mi chiami entro un paio d’ore e mi molli. perciò. lasciatemi specificare. non che io odi il PER SEMPRE. non che non ci creda. non che dica che non esista. non che secondo me risieda in un luogo diverso da quello in cui risiede la parola AMORE. solo. non credo che tra i due concetti viga la proprietà transitiva. avete presente, quel gioco stupefacente di ragionamenti logici per cui, ad un certo punto della vostra vita scolastica, vi avranno sicuramente fatto notare che dire “tutte le bionde sono stupide” e dire “quella ragazza è stupida quindi è bionda” stupefacentemente non sono due affermazioni connesse logicamente in maniera corretta….? ebbene. la relazione logica che intercorre tra “l’essere bionda” e “l’essere stupida” non è di tipo transitivo. quindi. se siete bionde siete sicuramente stupide. ma se siete stupide non siete per forza bionde. (chiedo venia alle bionde. certo, io sono mora, ma non era mia intenzione insultare il vostro QI. assolutamente).

ebbene. tra AMORE e PER SEMPRE vige più o meno la stessa relazione. certo, tutte le volte che dite AMORE credete che sarà per sempre. ma non significa che tutte le volte che NON E’ PER SEMPRE allora NON SIA NEANCHE AMORE. voglio dire. mi sembra anche così EVIDENTE che mi pare stupido stare qui a spiegarlo. ma evidentemente devo.

 

(.. intendo. speigare LA MIA IDEA SULLA QUESTIONE. non spiegarvelo a mo’ di maestrina in cattedra. se poi vi sentite messi nella fossa degli ignoranti come gli studenti beh…. non è mica colpa mia.)

 

punto numero uno. il gioco più divertente. alzi la mano chi non ha mai detto PER SEMPRE per poi scoprire che non è stato così. non vi vedo ma suppongo MOLTO. ora alzi la mano chi ha detto TI AMO per poi scoprire che non era così. pochi, ma onesti e buoni.  per ultimi alzino la mano tutti quelli che hanno detto TI AMERO’ PER SEMPRE e poi non è stato così. ecco. ora avete praticamente tutti le mani alzate.

tranne. tranne. un piccolo gruppo di sognatori. adolescenti, immagino. non mi prendo nemmeno il disturbo di andare a vedere l’età segnalata sul profilo. conosco già la risposta. voi credete ancora di farcela. ed è giusto che sia così. è BELLO che sia così. non mi fraintendete. credo di avere detto pochissime volte PER SEMPRE nella mia vita. e la maggior parte di quelle volte è stato all’interno della frase “Non dico mai PER SEMPRE”. ecco. però. ricordo almeno UNA OCCASIONE in cui l’ho detto. “Ti voglio. nella mia vita. per sempre”. l’ho detto., per chi mi avete preso? ho un cuore anche io. e che cazzo. ora però. ribaltiamo la questione. vi ricordate? le stupide e le bionde. ogni volta che ho detto PER SEMPRE sicuramente amavo. ma quante volte ho amato senza che si aggiungesse o si realizzasse quel PER SEMPRE? e perchè A POSTERIORI (perchè è obiettivamente una cosa he si può fare solo a posteriori!) dovrei rigiudicare quell’amore e quel TI AMO solo alla luce del fatto che se non è durato per sempre ma soloPER  UN PO’ allora non era davvero amore’? davvero mi volete far credere che le persone che avete amato per un po’ in realtà non le avete amate, è stato un errore, un misunderstanding, una valutazione non obiettiva….? DAVVERO?… se sì: BRRRRRR. non vorrei essere nei panni dei vostri ex. dovete apparire dei veri MOSTRI ai loro occhi. se no: grazie. grazie di essere obiettivi. quando si ama, non si sa mai se sarà per sempre oppure no. è assiomatico. lo si può desiderare, ed è bello farlo. ma non potete davvero dirmi che volete rinunciare a tutto ciò che sarà un NON DI SICURO PER SEMPRE solo per evitarvi la sofferenza o la delusione. REALLY???? apriamo gli occhi. questa frase NON HA ALCUN SENSO REALE. è come dire, entrando in una pasticceria, che mangerete solo le torte davvero buone. ma per sapere se una torta è buona oppure è cattiva, la dovrete mangiare. so, WTF? di cosa stiamo parlando? vogliamo davvero educarli questi figli o vogliamo per loro dipingere un mondo irreale e irrealizzabile? L’AMORE NON E’ AMORE SOLO SE SARA’ PER SEMPRE. e non c’è assolutamente nessun modo per sapere PRIMA quanto lungo sarà il per sempre in cui tanto sperate.

 

 

perciò. riempi quel baule daste17. riempilo di amore, più che puoi. e quando uno finirà, cercane un altro e un altro e un altro ancora. a volte l’unico modo per farlo durare davvero PER SEMPRE è non dimenticarlo. mai.

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poliamore, poligamia, polyamore, Senza categoria, sesso

NO WAY OUT ( delle verità nascoste)

a volte credo che la gente si diverta a nascondersi le cose. coprirsi gli occhi, foderandoli di prosciutto. inventarsi un mondo fantastico, nelle loro menti, in cui vivere. invece che affrontare la reale verità delle cose.

 

prendo un post. uno qualsiasi. o un messaggio. uno qualsiasi. oggi è la giornata de “cosa succede quando una storia finisce?”. beh. in quanto troia di prima categoria (…sì, sono una troia. e allora? vedi qui e qui  e qui  anche per sicurezza…) farò fatica a dare a questa domanda risposte assennate. almeno ai vostri occhi.

anyway, anyway… cominciamo dai post.

Forse, il tempo davvero guarisce le ferite e alla fine non senti più nulla per quella determinata persona. Rimangono solo i ricordi e qualche briciola di affetto nel palmo di una mano. Ma i progetti che si fanno insieme dove finiscono? Dove finiscono le risate  e la complicità? I viaggi insieme e le chiacchierate in macchina? Finisce tutto nel baule del “sarebbe potuto durare ma non ci siamo impegnati abbastanza”? O in quello del “sarebbe potuto durare ma eravamo destinati ad altre persone”? Non lo so. So solo che il mio baule è vuoto. E spero che rimanga per sempre tale.”

…… mi viene da premere il tasto maiuscolo con tutta la forza che ho in corpo e scrivere VERAMENTE????… invece sono delicata. e cerco di elaborare una risposta razionale e raziocinante (.. si può dire?). ma dentro di me, qualcosa ulula. VERAMENTE??? no, davvero. davvero tu credi che i rapporti siano fatti tutti per durare per sempre? che le persone stiano innamorate tutta la vita e costruiscano sempre un solido futuro pieno di figli e progetti INSIEME? a partire da… dai fidanzatini delle elementari? o forse il tuo ragionamento vale solo per gli innamorati VERI, quelli che si dicono TI AMO con cognizione di causa..?  o vale solo per quelli che sono stati insieme per più di un anno… o cosa???…. scusate. se non capisco. DAVVERO crediamo alla favola che quando ci si innamora sarà SEMPRE PER SEMPRE?……. bella favola. bel mondo irreale che vi state costruendo. facile, chiudersi lì. in un mondo caramelloso e caramellato in cui il principe azzurro rimane per sempre di fianco alla bella addormentata e se se ne va è solo perchè non ha i coglioni abbastana per rimanere lì a sopportare. no, davvero. quante persone conoscete le cui storie d’amore sono semplicemente ANDATE A MALE…? è così che gira il mondo. perchè non aprite gli occhi?

e poi. mi viene da farmi un’altra domanda. il valore di un amore si riconosce davvero da ciò che ci ha portato ad ottenere insieme? alcuni dei miei amori più intensi sono durati non più di dieci o quattoridici mesi. che vuol dire, che non ci siamo impegnati abbastanza? che non era vero amore? ho sbagliato a dire loro TI AMO?

… no. mi dispiace. in tutto questo io non ci trovo un filo logico. sarà che sono una dannata scienziata e in tutto ciò che mi genera confusione, applico il metodo induttivo. 1. OSSERVARE 2. ANNOTARE DATI QUANTITATIVAMENTE SIGNIFICATIVI 3. TROVARE DELLE REGOLE GENERALI CHE LI DESCRIVANO E LI RENDANO SENSATI. quindi. SE la maggior parte delle nostre storie muore di stenti e di dolore. e SE non facciamo comunque a meno di trovare sempre un nuovo amore in cui tuffarci. SE questo nuovo amore non per forza finirà in un bel matrimonio rose e fiori come immaginiamo, per quanto possiamo impegnarci per indirizzarlo in quella direzione… SE tutti questi SE sono dati empirici oggettivi, obiettivi e fondamentali…. ALLORA… cosa ne ricavate dalle vostre osservazioni? quale potrebbe essere lo scopo di tutta questa MIRIADE di relazioni che vanno a finire sempre nel baule “ci eravamo tanto amati ed ora è finita tutta a puttane”…? coraggio. VI ASCOLTO.

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poliamore, poligamia, polyamore

ci hai messo poco (il cuore è una puttana)

il cuore è una puttana e ha più stanze di un bordello. dopo questa inaspettata citazione di Marquez inizio a credere che i poligami nella fascia dell’umanità che racchiude i “grandi artisti” siano molto di più di quel che sembra. ad ogni modo. qualcuno ancora se ne stupisce. della mia capacità di “poligamare” intendo.

 

sì, ci ho messo poco. hai ragione. a marzo hai chiuso la nostra relazione, ad aprile stavo già uscendo con un altro, a maggio ne ero già (e ne sono ancora) innamorata persa. so….WTF? non capisco dov’è il problema.

– hai fatto in fretta.

ah, capisco. il problema è questo. che ho fatto in fretta. sai una cosa? no. non ho fatto in fretta. sono ANNI che non mi innamoro in questa maniera. quindi. in fretta sto paio di palle. e sai un’altra cosa? sì. ho fatto in fretta. perchè io faccio sempre in fretta. è insito nel concetto stesso di poligamia. se non posso amare una persona sola, significa che non smetto mai nemmeno di cercare, di conoscere, di studiare, significa che sì, ci metto poco perchè realisticamente io ho continuato a cercare anche mentre io e te stavamo insieme. perchè non ho mai smesso. non ce n’era e non ce n’è mai stato motivo e forse non ce n’è nemmeno adesso. e comunque, statisticamente… funziona così. se non mi precludo mai niente, non mi nego mai niente e mi attacco tutto sempre alla voglia di ed al desiderio di… beh…. i numeri diventano importanti. e.. sì. faccio dannatamente in fretta. a trovarmene un altro. ad aprire l’agenda e trovare un numero sicuro per scopare. a lasciarmi spudoratamente corteggiare sul posto di lavoro e poi farmi invitare fuori.

e così…qual’è il problema? mi hai lasciata. proprio per questo. che importanza ha più il TEMPO CHE CI METTO?

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LA ZOCCOLA ETICA, poliamore, poligamia, polyamore, sesso

Delle verità nascoste (o: si fa ma non si dice)

“… e infine non possiamo evitare di chiederci: se la monogamia è la sola opzione possibile, la sola vera forma di amore, le unioni di questo tipo sono tutte davvero autenticamente consensuali? Molti dei nostri amici hanno scelto di essere monogami, e a loro va tutta la nostra ammirazione. Ma quante persone nella nostra società compiono questa scelta consapevolmente?”

LA ZOCCOLA ETICA

“Ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio. a Dio piace guardare. Lui dà all’uomo gli istinti. E poi cosa fa? Te lo giuro Kevin che lo fa per il suo puro divertimento. Fissa le regole in contraddizione. Una stronzata universale. Guarda, ma non toccare. Tocca, ma non gustare. Gusta, ma non inghiottire. perchè è un moralista. è un gran sadico.”

L’AVVOCATO DEL DIAVOLO

mi pare così OVVIO il contenuto di questo post, che mi verrebbe voglia di NON SCRIVERLO neanche. di lasciarvi qui, con le due citazioni e l’immagine a pensare. e basta.

ma poi, cerco di ricordarmi che non tutti vedono come vedo io, nè pensano come penso io, nè leggono ciò che leggo io. quindi. mi spiegherò.

da ragazzina giravo in una compagnia di quasi tutti i maschi. le femmine, ancora, erano realtà aleatorie su cui solo pochi privilegiati tra i componenti di quel gruppo potevano mettere le mani. e quando lo facevano, di certo non si dispensavano dalle chiacchere e dai racconti. spesso dimentichi che in mezzo a quell’insieme di teste guidate dal testosterone c’ero anche io. così, io stavo semplicemente ad ascoltare. sono sempre stata sicura come una tomba. non amo condividere segreti, odio spettegolare. non sopporto le donne non intelligenti. quindi. non c’era nulla che potessi far trapelare. scopate sportive, tradimenti fugaci, traditori seriali, mentitori d’eccezione. incameravo. informazioni.

ma andiamo avanti. ho sempre avuto una incredibile predilezione/capacità di attrattiva nei confronti delle storie complicate. e per la precisione, il più delle volte fedifraghe. a chi me lo chiede, ancora oggi, do sempre la solita risposta: non è un problema mio. piuttosto, sarà un problema loro. e. sono sempre stata brava a individuare, come un radar, gli amici o i fratelli o i fratelli degli amici. un vero delirio. di cui GIURO non ero io l’unica complice.

cominciamo con il biondo alto 1metro e 90 dell’ultimo post. lui mentre mi frequentava aveva stretto amicizia con il mio ex. e io che ne sapevo??? passiamo all’amico che mi consiglia al suo amico. passiamo all’amico che mi frega al suo amico. all’amico che mi frega al suo amico. o il ragazzo della mia “amica”. spregevole, vero? lo so. che mi state giudicando. eppure. non dovrebbe essere così.

ma torniamo al punto iniziale. vi chiedo solo una osservazione reale: sedetevi, in due. fate un elenco delle coppie formate da amici che conoscete con un certo grado di intimità e confidenza. e ora ognuno di voi segni con una crocetta ogni coppia in cui sia al corrente di un avvenuto tradimento.

e ora ditemi. se la monogamia fosse davvero la cosa giusta da fare, quella naturale, istintiva, la regola da seguire, l’innata capacità di amare di una persona… perchè facciamo acqua da tutte le parti?

 

 

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poliamore, poligamia, polyamore, sesso

keep calm and fatevi i cazzi vostri ( o non chiedetemi della mia vita sentimentale se non siete in grado di accettarne le conseguenze)

doccia

amo le domande personali. Veramente: le adoro. Acuiscono il mio ingegno. Mi rendono più sveglia, agile e reattiva. Divento un gatto, che scappa da uno tsunami con la nonchalance di una farfalla in un campo di fiori. Mi arrampico e cerco la maniera più elegante per spostare l’attenzione, per riversarla su altri dettagli, eludere le domande. Tutto fuorchè mentire. Non sono più capace.

Perché? Perché ho imparato. Che quando una persona ti fa una domanda, non lo fa perché vuole sapere la tua risposta. Ma perché non vede l’ora di darti la sua o il suo parere sulla tua. Quindi. Semplicemente. Ho smesso.
Smesso di dirvi come va la mia vita sentimentale. Se mi sono trovata un fidanzato. Se ho messo la testa a posto. E se non è ora che io metta su famiglia. Se non credo che sia solo una modalità egoistica, immatura, adolescenziale, restrittiva. La risposta non è NO. E non è nemmeno SI. Ma è: sei davvero pronto a sapere la risposta?
Perché è una domanda complessa. Nonostante la risposta sia semplicissima. E complessa è la gestione della persona che me la pone. Mia mamma, mio fratello, mia nonna, gli alunni a scuola, la mia migliore amica, l’amica del mio migliore amico, la fidanzata del mio amante, l’amante del mio amante. Per ognuno di essi, dovrei calibrare una risposta, che la renda innocua. Quando invece. Non vorrei. Filtrare. Mentire. Glissare. Nascondere. L’oblio della menzogna, della distrazione, della non accettazione. Non vorrei. Sono stanca. Basta.
Quindi: KEEP CALM and fatevi i cazzi vostri. Se non siete in grado di accettarne le conseguenze.

Come va la mia vita sentimentale? Da un tre anni a questa parte bene, molto bene oserei dire. E da quando?! Sarà la domanda seguente, formulata con sarcasmo da chi mi conosce bene. E per quanto? Sarà la postilla, da chi mi conosce molto molto bene. Ma in verità non abbastanza.
Da quando ho smesso di mentire. Di nascondermi dietro la regola di conformità sociale. Da quando ho smesso di ascoltare le favole che raccontano film, televisione e fiabe e le persone tutte. Da quando ho iniziato a capire chi sono io e che quell’IO cammina con le sue proprie gambe anche quando è totalmente controcorrente. Per quanto tempo? Per sempre. Ed è un sempre molto più lungo dei vostri. Credetemi.
Quindi, dicevamo… tre anni fa. Circa. Quando lasciai l’uomo per cui avevo abbandonato città, casa e famiglia inseguendo l’Amore. Quando lo lasciai, sì, per vivere come ero nei miei sogni. Libera. E se ci penso bene, sono stata una grossa stupida a non accorgermene per tempo, a non accorgermene PRIMA. Ma mi piace pensare che ci sia un perché anche a questo.
Forse, dico forse, avrei potuto ascoltarmi di più. Fin dall’inizio. Quell’inizio in cui io mi innamorai perdutamente di lui (… o almeno… secondo la mia concezione di amore di allora…) pur frequentando un altro. Altro con cui chiusi, per ipocrisia, non perché avevo trovato LUI ma perché era comunque finita. Annoiata, esaurita e delusa. Mi innamorai, dicevo, a tal punto da decidere in pochi mesi di avere incontrato l’uomo della mia vita. E di volere comunque continuare a scoparmi anche tutti gli altri. Tutti quelli che non ero disposta a perdere. E tutti quelli che dovevo ancora incontrare. E quindi lo feci. Senza battere ciglio. Senza nemmeno pormi il problema. Senza nemmeno pensare. Fu come respirare: dovete dare il comando all’impulso nervoso eccitatorio oppure parte da solo? Partì da solo. Per un anno intero. Poi? Poi mi trasferii. Da lui. Caricai tutte le mie cose su di una macchina e partii. Sola. Con i miei bagagli. Io e la radio, in un giorno d’estate. 4 ore di viaggio ed una sola canzone a farmi compagnia, nemmeno troppo bella, un pezzo di quell’anno dei Negrita. Che conteneva la verità più pura che potessi accettare e contemporaneamente non accettare senza far collassare il sistema. And the party is over, continuavo a cantare. Avrei potuto capire molte cose. Se solo avessi voluto vedere.
Ora vorrete sapere come è andata la convivenza. Bene, direi. Tutto filava liscio. Arredammo casa, conobbi i suoi genitori, li presentai ai miei. Era giugno. A luglio, conobbi un altro. E non potei nemmeno pensare di rinunciare. Ci scambiammo i numeri. Al primo appuntamento ci scopai e così a tutti i successivi, per mesi. Ad agosto, andai in vacanza con lui tre giorni, fingendo di essere con amiche. A dicembre, feci crollare il castello di carte. A febbraio, ero una persona nuova. Cristallina. Vera. E sincera con me stessa.
E da allora. Da allora sto bene. Molto bene. Ho smesso di mentire. Di mascherare. Di nascondermi. Quando conosco una persona nuova, la prima frase che mi sentono pronunciare è “Cerco un rapporto di coppia aperta. Io non sono fatta per essere fedele. Non lo sono mai stata. E non lo sarò nemmeno con te”.
Da qui. Prendere o lasciare.
E chi prende. Rimane per sempre.

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