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cose da (non) farsi [R.I.P.]

a volte sono testarda. o forse, mi intestardisco. su posizioni che non sanno stare in piedi da sole… a cui mi appoggio, con tutto il corpo, che puntello, usando tutto il mio peso e sorreggo, usando tutte le mie scuse.

cose da (non) farsi. e non so ancora cosa farmene di quel (non). potrei continuare dritta sulla mia strada e scriverti ogni volta che mi manchi. sì, sarebbe bello. sì, sarebbe facile. se non fosse così dannatamente complicato, ogni volta. parole lanciate come coltelli, per ferire o per difendere, ancora non si capisce. ma volano lame e il risultato è sempre che uno dei due alla fine sanguina, mentre l’altro ride. o rode. ancora non si capisce.

nel mondo fatato dei miei sogni ogni amore diventa una amicizia. si trasforma, in un batter d’occhio, e ci accompagna tutta la vita.

ma.

non è così. forse non è così. non lo saprei dire, perchè in effetti in 35 anni non mi è mai capitato. o forse sì, ma ormai è morto.

nel mio mondo dei sogni fatati siamo in grado di incontrarci su un terreno neutrale e semplicemente parlarci. senza che sesso e rancori arrivino a ostacolare tutto. e questo accade ogni volta. ed ogni volta. ed io sono piena di amici. uno per ogni persona che ho amato.

nel mondo di tutti i giorni questo non accade. le persone preferiscono difendersi, ergendo muri e scagliando rantoli di rabbia, in difesa. si distruggono, si autodistruggono, si fanno a pezzi, pur di poter cancellare tutto e non dover più prendersi cura di niente. dimenticare. cancellare. ridurre in poltiglia. denigrare. odiare.

eppure. io non ne sono capace. e spesso mi intestardisco. su posizioni che non sono difendibili. che non si possono spiegare a parole. che possono solo essere sentite risuonare a vuoto, come i nomi delle persone che ho perso.

a volte sono testarda.

eppure.

finirò in pezzi. o l’avrò vinta.

chi lo sa.

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