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al-meno bigama.

bigamia: della capacità di una persona di amare due persone alla volta. vedi alle voci:
poligamia/poliamore/insaziabilità/incapacità di accontentarsi o di scegliere.
sicuramente, io sono AL MENO bigama.lo so con certezza ora, momento della mia vita in cui mi scopro
totalmente non in grado di rinunciare ad una persona per un’altra. o quanto meno, di non volerci nemmeno
provare.

perciò sì, potenzialmente sono bigama. perchè in questo preciso momento, non sarei in grado di mollare
nulla di ciò che ho per sostituirlo con qualcos’altro. tutt’al più, potrei solo aggiungere. aggiungere
persone capaci di comprendere, accettare, amare e convivere con questa mia capacità.

la Treccani a bigamia recita:
“reato di chi…blabla….delitto bilaterale…blabla…la pena….blabla”. che tristezza. ad oggi, per lo
stato italiano bigamia è solo un reato tra persone. non un sentimento. e solo tra persone CHE SI SPOSINO.
il caso in cui due o più persone si INNAMORINO non è nemmeno contemplato, la parola esiste solo in quanto
indicante un reato. non una possibilità quotidiana tangibile e vera. fantastico, realizzo solo adesso che
uno dei più distinti dizionari descriventi il nostro mondo non si prende nemmeno il disturbo di considerare
la bigamia come qualCOSA. qualcosa che accade. che succede. che ESISTE. che è POSSIBILE. qualcosa da
insegnare ai nostri figli, per permettere loro di scegliere meglio o quanto meno di tollerare. che
tristezza. essere innamorati di due persone insieme….alzi la mano chi non lo è mai stato. ma sarebbe
troppo scioccante ammetterlo. figurarsi addirittura SCRIVERLO.
in tutto questo, ci salva wikipedia, che almeno mette una pagina di disambiguazione con un collegamento
alla voce poligamia. ma wikipedia non è IL sapere. è solo una raccolta di informazioni redatta a più mani.e
comunque, nemmeno qui si parla di amore.

a pensarci bene, è un bene raro, innamorarsi. non è facile che succeda con una persona. immaginatevi con
due! per questo mi chiedo: sono mai stata davvero bigama? forse sì. spessissimo ho avuto due storie
contemporaneamente. all’insaputa l’una dell’altra, ovviamente, sì. ho tradito spesso, sì, un uomo con un
altro. ma non per forza per amore. ho avuto storie parallele, spesso, sì, ma non ero innamorata veramente
di entrambi… e poi… sì. ancora: sì. per un breve periodo di tempo, ho avuto il piede proprio spalmato
su due differenti staffe. durato pochissimo, per una combinazione puramente casuale di eventi.che poi…
casuale davvero oppure no? questo non lo saprò mai. so che si è conclusa, in frettissima, perchè io ho
chiuso una delle due storie. forse avevo solo paura di quel che sarebbe potuto succedere. in fondo, le
coincidenze molto raramente sono coincidenze. poche coincidenze sono frutto puro del caso. la maggior
parte, forse sono solo qualcosa che dovremmo ASCOLTARE.

comunque, così è stato. ho attraversato la strada di una persona, agguantata solo per caso. poi persa. poi
ritornata. poi persa. poi ritornata. in tutto questo, ero innamorata di un’altra persona. persa e ripresa.
persa e ripresa. poi persa. sono stata una donna bigama? sì. c’è stata una piccola sovrapposizione di
momenti, minuscola, in cui io ho amato tutti e due. in cui avevo doppie conversazioni della buonanotte.
doppio messaggio del buongiorno. reciproche consultazioni tra i tre capi del triangolo su argomenti di bene
comune. è durato solo un soffio. eppure. mi sono sentita così bene. non dico completa, ma sicuramente
serena. serena e tranquilla che almeno uno dei due a mia disposizione l’avrei semrpe trovato. vi suona un
po’ egoista, crudele e materiale? un po’ troppo superficiale come motivazione? può darsi. eppure è così. è
come quando vai al supermercato e non trovi proprio quello che cercavi, ma compri due articoli che,
sommati, danno il risultato che tu speravi di trovare in uno solo. cinica? può darsi. elisa diceva che sono
una donna troppo esigente per trovare davvero pace con un solo uomo. che uno solo non basta. è la verità?
ci sono persone che non sono in grado di completarsi in una sola metà? o sono solo io che sono dannatamente
egoista e intransigente per cui non mi basterebbe nemmeno l’intero esercito italiano (se non fosse che
l’ultimo buon proposito era “mai più militari”)?

questa risposta non la so. ditemelo voi. oggi, mi proclamo al-meno bigama. perchè poi in realtà una vera
vita poligama non l’ho mai avuta. sempre due, ora che ci penso. perchè forse due potrebbero bastare. perchè
forse è la mia idea di stabilità. il mio calore di casa. forse bigama è la soluzione, forse lo sarò sempre.
o forse non basterà. mai.

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poliamore, poligamia

il peggiore omofobo è sempre un gay.


si parla di coming out. o outing, non ricordo mai qual’è il termine per l’atto violento e quale quello “politically correct”.
comunque. si parla di outing e leggo risposte di monogami “convinti” a persone che si descrivono poligame.
e una domanda istantantea mi si para davanti: perchè si incendiano tanto? perchè è sempre così VIOLENTA la reazione che ha un monogamo di fronte ad un poligamo? forse perchè sono coperti da strati di PAGLIA, non solo pieni di code? io credo di sì. credo che le reazioni più incendiarie si ottengano da persone che si sentono minacciate o spaventate da questa poligamia e che lo siano proprio perchè SANNO GIA’ COSA QUESTO SIGNIFICA, perchè comprendono BENE come si possa essere attratti da più di una persona contemporaneamente e quindi intuiscono SUBITO che delirio sarebbe. motivo numero uno. motivo numero due, nel loro cervello vedo passare i filmini velocizzati di tutte le volte che si sono tarpati le ali e autocensurati nei loro desideri per qualcuno di “proibito” e sento il loro cervello che urla “NON E’ GIUSTO. NON E’ VERO. IO NON L’HO MAI FATTO PERCHE’ MI HANNO DETTO CHE NON SI POTEVA QUINDI NON SI PUO’!!!”.

eggià. per quale altra ragione, altrimenti? per quale altro motivo dovrebbero accettare che esistano religioni diverse, lingue diverse, usanze diverse, ma non modi di amare diversi, se non per il motivo che questo gli rode da morire o li spaventa a morte?

io CREDO fermamente a quei biologi/etologi/sessuologi che dicono che la monogamia è una caratteristica molto rara negli esseri viventi, che in natura praticamente non esiste quasi (le specie monogame si contano sulla punta delle dita) e che nell’uomo esiste solo da quando l’uomo stesso se l’è imposta (l’uomo non è un animale monogamo. per natura. sapevatelo). per questo non mi stupisco affatto che la maggior parte delle persone con cui cerco di parlare di poligamia reagisca in maniera tanto assurdamente vivace: la maggior parte di loro lo fa per difendersi da qualcosa che sente anche dentro di sè e che non ha mai voluto ascoltare. se fosse qualcosa appartenente agli altri (come la lingua, la religione, le usanze…) e che non li tange minimamente, non avrebbero tanta necessità di difendere strenuamente il loro pensiero e di attaccarci tanto. se fossero in pace con loro stessi e con le loro storie d’amore, non avrebbero tanto risentimento e tanta morale da vomitarci addosso. se fossero veramente SODDISFATTI della loro vita amorosa e sessuale, non ci urlerebbero contro.
invece. invece lo fanno. e io credo che esistano due categorie di motivazioni per cui lo fanno. la prima, si può riassumere con il vecchio adagio “il più convinto omofobo è matematicamente gay”, categoria in cui rientrano tutti gli aspiranti poligami/insoddisfatti monogami che per anni e anni si sono massacrati e adattati a uno stile di vita che comunque li ha resi insoddisfatti e infelici, anche se non sono certo disposti ad AMMETTERLO.
la seconda categoria è quella dei monogami terrorizzati. quelli per cui con la poligamia “si aprono le gabbie” e chiunque potrebbe all’improvviso portar loro via l’amore della loro vita. parlo dei gelosi, dei possessivi, degli stalker e dei maniaci del controllo e della persecuzione… di quelle persone che schedano ogni rappresentante del sesso opposto che si avvicina alla loro metà, che controllano la rubrica del telefono, la bacheca di facebook, la cronologia sul browser internet perchè non si sentono all’altezza di reggere la concorrenza. e questa è DAVVERO una cosa che non comprendo. difetto mio. non ho mai compreso la competitività, così come la tifoseria sfegatata e la concorrenza sfrenata. se qualcuno è più bravo di me, è giusto che lo sia e venga riconosciuto. se una bionda ha le tette più grosse delle mie, non ha senso che io mi arrabbi se il mio ragazzo me lo fa notare, se una donna fa pompini migliori dei miei tutt’al più mi farò insegnare. di certo non entro in competizione e non vengo terrorizzata dalla concorrenza. a tutti i miei ex (molto pochi, in verità) che mi hanno confessato attrazione per un’altra donna mentre stavano con me, ho sempre detto “vai”. a tutti quelli che mi hanno dichiarato cose del tipo “sei la donna della mia vita” ho sempre detto “e come fai ad essere sicuro, magari non l’hai ancora incontrata DAVVERO”. e per questo ho sempre detto “vai”. vai e cerca. ed è quello che faccio io, ogni giorno, vado e cerco. perchè niente è stabile e nulla è per forza per sempre. e se la concorrenza me lo porterà via, significa che quella persona, quell’amore, quel lavoro, non sono mai stati MIEI davvero. ma erano dell’altro. quindi, davvero, non comprendo la concorrenza ma posso comprendere il TERRORE DELLA CONCORRENZA. posso capire che uomini e donne a cui da sempre viene insegnato che “si ama una persona sola alla volta ed esiste un solo Vero Amore nella vita” abbiano disperatamente CERCATO questo amore e chi non l’ha trovato si sia disperatamente ADATTATO a quello che ha trovato, facendoselo andare bene, scegliendo il meno peggio oppure decidendo (discorso REALE fattomi da un mio carissimo amico vanilla) che “ormai ho una certa età e le donne attorno a me hanno una certa età e da questa età in avanti, tutte quelle che troverei ancora single sarebbero gli scarti degli altri. quindi mi tengo quella che ho”. BRRRRRRRRRRRRR. credetemi, capisco BENISSIMO. capisco che ve li siate fatti andare bene, che abbiate lottato con le unghie e con i denti per conquistarveli e per convincerli che non desideravano altro che voi. magari avete anche imbrogliato, mentito, fatto carte false, cambiato cose di voi stessi che ora rimpiangete, nascosto altre, magari ne sopportate di alcune che vi torturano ed altre che sospettiate vi manderanno al manicomio prima di andare in pensione. CAPISCO. e capisco anche che la poligamia per voi debba essere davvero qualcosa di TERRIBILMENTE DESTABILIZZANTE. qualcosa che potrebbe in un secondo VANIFICARE TUTTI I VOSTRI SFORZI E CANCELLARE TUTTI I VOSTRI SACRIFICI. capisco. davvero.

ma la dovete PIANTARE di accoltellarci e lapidarci e metterci in croce perchè abbiamo avuto i coglioni che VOI non avete avuto.

grazie.

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poligamia monolaterale (o Delle Chimere e delle Infinite Sfumature)

premessa: uso il termine POLIGAMIA per
indicare tutto ciò che è contrario alla
MONOGAMIA. detesto il termine POLIAMORE,
ma sarebbe il suo equivalente.

a volte capita. che hai bisogno di
essere l’unica. e a volte capita. che
hai bisogno che ci siano ALTRE. non per
forza anche ALTRI. se c’è una qualità
ammirevole nell’essere umano è che non
è descrivibile con indici discreti, ma
solo tramite sfumature. sarebbe a dire,
che non esistono davvero muri e limiti e definizioni, ma una infinita quantità di mescolanze di oggetti, forme, caratteristiche, qualità…. nessun confine reale. nessuna definizione strettamente rispettata. nessuna possibilità realistica di classificazione.

le regole le inventiamo noi. e quando troviamo qualcosa che non le segue, la classifichiamo con il rassicurante nome di ECCEZIONE. lo facciamo con tutto, anche con noi stessi. probabilmente, questo ci fa sentire più sicuri. ci fa apparire l’universo un po’ più ordinato di quello che realmente è e la nostra vita un po’ più prevedibile di quanto in realtà non sia.
la verità è che le leggi universali su cui basiamo la nostra conoscenza e tramite cui costruiamo palazzi non esistono, non nel senso stretto del termine. così come le catalogazioni o i confini. una sola “eccezione” basta a de-confermare la regola. una sola non-spiegazione è sufficiente a mettere in moto cervelli per la ricerca di un modello migliore di descrizione della realtà, che comprenda anche ciò che il precedente aveva escluso. prendiamo la natura della luce ad esempio. prendiamo la relatività. prendiamo la storia della terra piatta appoggiata su quattro elefanti appoggiati su una tartaruga. procediamo per errori. cataloghiamo per superbia.

non smetteremo mai di far fiorire nuove tipologie di relazione. personalmente, ho sempre praticato l’infedeltà seriale prima di scoprire che esiste una cultura del consenso sulle “scappatelle” e sul sesso “extra coniugale”. attualmente, amo la mia libertà e credo di essere una poligama, sia “sessuale” che “sentimentale”, nella forma più classica.
a volte però attraverso strani periodi. dove “strano” sta per “non normale” inteso come “lontano a sufficienza dalla media”. a volte soffro di poligamia monolaterale. o meglio, sono monogama ma non lo pretendo. anzi, amo la poligamia del mio uomo. a parte iracondi e passeggeri attacchi di ansia/panico/gelosia che in genere mi colgono quando non conosco il “nemico” o quando si tende a privarmi di qualche cosa in nome di qualcun’altra, mi piace sentire parlare il mio uomo delle altre. mi piace vederlo andare via con loro sottobraccio. adoro stare a guardare ciò che si può guardare ( e spesso anche quello che “non si può”).
questo comportamento è forse lontano dalla media. sono una poligama capace di tollerare la monogamia monolaterale. non ho bisogno di possedere altro, a volte. a volte mi basta un solo uomo. per brevi, acuti periodi. a volte non desidero altro. a volte non ho bisogno di altro. i monogami userebbero il termine “ti basta” o “ti soddisfa”. la verità è che no, un uomo solo non mi soddisfa mai. esattamente come non mi soddisferebbe un solo gusto di gelato o un solo tipo di pasta per tutta la vita. non posso SCEGLIERE davvero. posso scegliere di non scegliere, al massimo. ma la maggior parte delle volte no, non mi basta. non mi soddisfa. ancora, la classica risposta di un monogamo sarebbe “perchè non hai trovato ancora quello giusto”. e la risposta classica è “perchè non esiste”. non esiste, una persona in grado di bastarmi per tutto, in tutto, per sempre. non c’è. amo ogni cosa ed il suo contrario. gli occhi verdi e gli occhi blu. gli spaghetti e le tagliatelle. l’amore romantico e il sesso violento. gusto pistacchio e gusto cioccolata fondente.l’uomo attempato e il ragazzino ventenne. le vacanze al mare e quelle in montagna. il letterato e lo sportivo. il pesce e la carne. l’uomo e la donna.
perchè? non lo so. forse perchè vedo il mondo senza confini. senza regole. senza etichettature. forse perchè vedo solo infinite sfumature.

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