poliamore, poligamia, sesso, V.M.18

tre di tre (e scusate l’assenteismo!!!)

…lo so. il titolo pare un libro di de carlo….. concedetemelo. è natale e non sono lucida. ghghghhggh.

tre di tre. sì. perchè a volte mi sembra di essere stata costruita così: con tre scompartimenti nel cervello. uno per me. e due in più, che si riempiono, a rotazione.

quando ho cominciato? tardi. molto tardi. in realtà, ancora fino a qualche mese fa ero alla ricerca della mia unica anima gemella, quella capace di contenere e sanare in un unico corpo-mente tutte le mie necessità. elisa dice che sono una donna impegnativa e che loro non capiscono, che dò sempre troppo e non ricevo abbastanza e che è per questo che sono scontenta, sempre.
in effetti, nella mia carriera di cercatrice-di-anima-gemella ho sempre dovuto SCEGLIERE. ACCONTENTARMI. RINUNCIARE. parole che detesto nel profondo dell’animo, detto tra noi. eppure. non c’era altra soluzione. quando ciò che hai per le mani non è mai abbastanza, dicono che dovresti imparare ad accontentarti. scegliere. rinunciare. mio fratello dice che si chiamano COMPROMESSI. io ho riso. e ad oggi, rido ancora. profondamente. non posso fare nulla di tutto questo. non posso RINUNCIARE. non posso SCEGLIERE. non posso ACCONTENTARMI. non posso accettare COMPROMESSI. non è questione di volontà, non POSSO proprio. sono fatta così. non posso cambiare.
se mi giro all’indietro e guardo la mia storia sentimentale, è un continuo altalenare tra due categorie principali: l’uomo palestrato e l’uomo letterato. continuamente. a ondate. è un mio classico. mi affascina l’uomo acculturato, l’artista, quello che conosce più film di me, che legge al mese più libri di quanti ne potrei io in una settimana, che ascolta musica d’elite e va al cinema d’essay e magari è anche un musicista di un genere che nessuno è in grado di interpretare. in genere l’uomo di questo tipo è molto introspettivo, paranoico, tranquillo, casalingo, non ti scopa mai, fa solo l’amore possibilmente nel letto e meno che meno fa sport. MANCIATE di uomini così nella mia vita. manciate, che si alternano, inevitabilmente, all’altro tipo: sportivo, iperattivo, possibilmente molto infisicato, a cui piace stare in compagnia, fare vacanze sportive, scopare in ogni dove, sul cui bicipite posso dormire io, il gatto e la mia migliore amica e il cui culo possibilmente parli. manciate anche di questi, ovviamente. alternati agli ALTRI. a ondate. mesi con palestrati. mesi con artisti. con palestrati. e poi artisti. poi palestrati…. insomma. avete capito.
in entrambi i casi, comunque, sempre le stesse tre sensazioni: SCEGLIERE, ACCONTENTARMI, RINUNCIARE.
mio fratello ad un certo punto della mia infinita carriera da single imperitura, mi fece la domanda fatidica: ma perchè non ti fermi mai con nessuno? e la risposta è semplice: perchè non esiste nessuno che abbia davvero tutto. sembrerò pretenziosa, superba ed ingordamente crudele. ma è così. l’uomo della mia vita non esiste. l’uomo IDEALE E PERFETTO non c’è, non esiste, fu la mia risposta. e qui, tutti in quanti in coro, potreste dirmi “bella forza. guarda che per tutti è così. per nessuno esiste davvero”.
eppure. eppure. c’è gente che si ferma. che trova un equilibrio. più o meno stabile, più o meno pulito. non è vero? quanti di voi l’0hanno trovato, questo equilibrio, e ora siedono davanti al pc nella loro casa in affitto condivisa con la loro dolce metà, che tutto si aspetterebbe meno che foste qui a meditare su un post che parla di poligamia?
bene. c’è chi è in grado di accontentarsi, innanzitutto e di passare sopra alle mancanze ed ai difetti e alle rinunce pur di non rimanere soli. e sono molti, a mio parere. poi c’è chi sembra avere davvero trovato tutto e non hanno bisogno di altro: il loro rapporto è già la perfezione. rari, devo dire. ma esistono. e infine c’è chi compensa (praticamente tutti gli altri, mi verrebbe da dire): compensano, con qualcos’altro, le frustrazioni. si danno alla casa, al giardinaggio, alla palestra, all’alcol, al laoro, alle amanti….
ecco. io non sono davvero in grado di rientrare in nessuna di queste categorie. rientro in una quarta. quella che di uno non ne ha abbastanza. e scusate l’ego.

ora che apro gli occhi, mi accorgo che è semrpe stato così, in effetti. non ricordo UNA sola relazione in cui io sia stata continuamente fedele e soddisfatta di UN unico uomo. ne ricordo molte, piuttosto, in cui univo e alternavo più persone. tendenzialmente sempre due. l’artista ed il papà. l’artista e il palestrato. il palestrato e il palestrato. beh una volta anche l’artista e l’artista. ma, credetemi, è stato un vero incubo. ahahhaha. un eterno ping pong, comunque, avanti e indietro tra i due opposti. dove mancava uno, l’altro c’era. beh. a loro insaputa, è ovvio.

poi è successo. ancora non ricordo bene come. sono ruzzolata giù dalla china (…qualcuno mi ha spinto <3) e ho scoperto un mondo. un INTERO, FOTTUTISSIMO MONDO. un mondo di persone altamente sincere (quanto meno con loro stesse). che non accettano mezze bugie e nemmeno mezze verità. che lottano per avere ciò che vogliono, qualsiasi cosa sia. e lo ottengono. tutto è iniziato da lì. dallo scoprire che esiste una parte di mondo in cui i confini della coppia non sono così rigidi. in cui puoi giostrarti in un labirinto di relazioni più o meno importanti, senza che nessuno ne venga ferito e senza che nessuno non sappia qualcosa di sè e degli altri. e all’inizio è stato un po’ confuso. ma emozionante. e principalmente, è stato sempre a due. due amanti fissi, diversi, magari a chilometri di distanza. era così quando ero qui. era così quando ero là. là l’artista e qui il papà. qui l’artista e là il palestrato. là il palestrato e qui il palestrato. qui l’artista e là l’artista. e qualsiasi altra comibinazione io abbia dimenticato. DUE. sempre. senza accorgermene. a turni, su accordi, con segreti, in qualsiasi modalità. però. DUE.
poi è successo. è successo che mi si è parata davanti agli occhi, per la prima volta, la verità. anche se subito dopo però l’ho dimenticata… ma quel che non ho mai dimenticato è la sensazione di felicità che mi ha pervaso. eccitazione. ed emozione intensa, tanto intensa e completa quanto lo potrebbe essere una fucilata in pieno stomaco.
è successo che ci siamo trovati in TRE. io, lui e l’altro. a guardarci negli occhi. seduti a tavola. ad una cena. io ero arrivata con uno, ma stavo con l’altro. nel pomeriggio mi ero appena scopata uno, a cena mi aspettava l’altro. si sono guardati in faccia e si sono sorrisi. hanno parlato, scherzato, bevuto. ironizzato. io ero in mezzo. appartenevo a tutti e due. e l’immenso potere che questa sensazione mi dava e mi toglieva al contempo mi ha incanalato addosso la certezza di avere trovato, in quel momento, esattamente ciò che volevo. tre di tre. niente altro.

poi? poi ho dimenticato. rimosso. il gioco si è rotto… se è difficile tenere in piedi una relazione a due, potete immaginare una a tre. considerando il fatto che ovviamente non eravamo proprio SOLO in tre. lo siamo stati per poche ore, però, seduti ad un tavolo. poche ore di felicità, immensa.

poi? poi è successo. di nuovo. ma nel frattempo ero passata alle donne. eh. le donne. sempre state il mio tallone d’achille. a volte mi accorgo che mi devo controllare per evitare di farmi beccare con la bocca spalancata e l’acquolina che cola mentre ne passa una delle migliori….ehm….
quindi, dicevo, nel frattempo ero passata alle donne. fermo restando l’uomo di turno (che in realtà è ANCORA in turno e credo ci rimarrà davvero a lungo perchè temo che sia l’unico che mi SOPPORTI davvero… <3). sono entrate donne. un po ‘a caso all’inizio. ma per me è semrpe stato qualcosa di abbagliante. terribilmente affascinante. eccitante e conturbante. guardarlo mentre corteggia un’altra donna. cederle il posto e restarli a spiare. aspettare il momento magico in cui finalmente si dimenticano di me e si sfiorano, si guardano, si baciano, si toccano. si scopano anche. oh, quella è decisamente stata la mia esperienza migliore, fino ad ora.
quindi, dicevo, sempre TRE. un equilibrio completo. il triangolo è la figura piana più stabile ed è l’unico poligono indeformabile, dicono. tutti i suoi vertici sono consecutivi agli altri ed idem si può dire per tutti i suoi lati. vale a dire, tutti sono sempre collegati con tutti e non esiste combinazione di diagonali che lasci solo qualcuno. più o meno vicini, più o meno lontani. ma sempre tutti INSIEME.
ebbene. ecco perchè il titolo. TRE DI TRE. pare che stia riaccadendo. i miei desideri e le mie attenzioni e le mie cure ed il mio cuore sono divisi in tre. io, lui e un altro. è così che va. e ora che ci penso, è così che è sempre andata. perchè? forse perchè uno non mi basta. forse perchè aveva ragione elisa, perchè sono una donna troppo esigente. forse perchè non so scegliere. forse perchè così si compensano. forse perchè mi piace sentirmi all’interno di qualcosa di FORTE. di INDEFORMABILE. di INDISTRUTTIBILE. non lo so. TRE si dice che sia il numero perfetto. sciocchezze, ma approfitterò di quetso detto. forse TRE è il numero perfetto per ME. quando succede, quando questa figura mi racchiude, mi sento finalmente BENE. mi sento al mio POSTO. a mio AGIO. come non mi sono sentita MAI in tutta la vita.

TRE DI TRE. linguaggio matematico per descrivere una situazione di saturazione. di pienezza. stabilità.

cosa succederebbe se si aggiungesse un quarto vertice? o forse un quinto? non lo so. i poligoni sono infiniti e infiniti sono i modi di amare. al momento, credo che qualsiasi punto in più indebolirebbe la struttura. e forse non avrei le forze per connettermi a qualcosa di nuovo. non adesso. non ora.

piccola nota, per i non avessi alla situazione: ovviamente, nulla vieta che i miei vertici siano anche vertici di altri triangoli. o coppie. o quadrati. la gelosia non me l’hanno fornita. la possessione non mi interessa. l’esclusività e le limitazioni non fanno parte della mia natura, in nessun modo, nè addosso a me nè imposte ad altri. non ho bisogno di limiti. solo di REGOLE consensuali di comportamento. e di tempo. per IMPARARE. perchè ogni giorno imparo cose nuove. dalle mie emozioni, da ciò che il mio stomaco dice. da ogni fucilata. ed ogni emozione che mi attraversa lo stomaco in questa maniera è ciò che io identifico con il termine VITA.

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