amore, poliamore, polyamore

“io credo che una coppia poligama felice non esista” [della felicità e delle scelte che non si possono fare]

sinceramente? a volte viene da pensarlo anche a me. delle coppie monogame tante volte quante di quelle poligame. la felicità è un bene immateriale. non si compra. non si afferra. non si imprigiona. come il bel tempo, va e viene. a volte si oscura. a volte risplende. a volte brucia e a volte piange. ma è pur sempre felicità.

non potrei vivere una vita monogama. strano che io lo dica, proprio in questo periodo in cui non riesco a desiderare di andare a letto con nessun altro che con il mio Lui. ma è così. non sempre ciò che si può fare coincide con quello che si fa accadere. ma la parte che non può mancare è che quello che si desidera coincida con quello che si possa fare. è come stare chiusi in prigione: ci viene negata la libertà di correre e camminare. poi magari, a piede libero, stiamo comunque seduti. ma la libertà di correre e camminare è lì. innegabile. e rientra nel nostro concetto personale di felicità.

ecco. per l’amore, per me è uguale. sentirmi libera di fare ciò che potrei voler fare. in qualsiasi momento lo desiderassi. in questo risiede la mia felicità. e non farei mai cambio, per nulla al mondo, pur dovendo ammettere che a volte è più il dolore del piacere. a volte passiamo ore, a litigare. nottate a non parlarci. minuti ad urlare. messaggi pieni di recriminazioni. violenze psicologiche. insulti. anche questo fa parte della felicità. e non farei cambio, mai, per nulla al mondo.

devo ammettere che a volte è faticoso. così faticoso, che ti viene da chiederti se non sia per caso sbagliato. se non stiate per sbaglio rincorrendo qualcosa che è solo un sogno irreale, non praticabile. ti fermi, guardi tutto il resto della gente, attorno a te, andare dall’altra parte, girati tutti nell’altra direzione. e ti chiedi se per caso allora non siete voi due a sbagliare. forse non può esistere amore senza possessione. una coppia senza gelosia. stabilità senza esclusività. sesso senza amore. e bla bla bla.
è in quel momento che ti chiedi cosa potresti fare allora, per cambiare. qual’è l’ALTERNATIVA. e l’alternativa mi pare solo una (escludendo la vita in solitudine, che non prendo nemmeno in considerazione): la monogamia. o amche detta: “del fare quello che fanno tutti gli altri solo perchè lo fanno tutti gli altri”.
chiudo la telefonata e muovo gli ultimi passi al sole, chiedendomi perchè debba essere così difficile. e come sarebbe arrendersi e seguire la corrente. cambiare direzione e lasciarsi trasportare. mi chiedo se il dolore di mentire, di nascondere, di tradire, complottare, sopprimere ciò che si è non sia per caso un dolore meno intenso di questo continuo affondarsi a vicenda le lame nelle carni, in continuazione. alzo gli occhi dalla strada e mi immagino: monogama in una coppia chiusa. anzi, non ho neanche bisogno di immaginare. semplicemente: ricordo. ricordo che non è mai stato possibile, mai, una sola volta, non desirare di avere altro. non voler scopare qualcun altro. non voler fare con altri ciò che non facevo con lui. che fosse cinema, vacanze, sesso o bdsm. promettere felicità e fedeltà eterna. essere posseduta. essere oggetto di gelosia. di insicurezza. dover fingere di fare altrettanto: marcare il territorio, aver paura di perderlo, fare a pezzi le alternative.

beh. lasciatemi dire. che no. non posso farlo. con tutte le difficoltà che si porta, con tutte le discussioni da affrontare, le paure da sviscerare, i muri da abbattere, i preconcetti da polverizzare, i rischi che comporta…. la poligamia per me è comunque la migliore felicità. starei qui altre tre ore, cinque o tutto il giorno, se serve, a discutere e a lacerarmi lo stomaco con i (ri)sentimenti e a violentarmi la testa con i pensieri, pur di farla comunque funzionare. perchè la felicità che mi regala condividerti e condividermi non ha eguali, in tutto il mondo. qualsiasi equilibrio troveremo mai, qualsiasi livello di esclusività e asimmetria vorremo mai dare al nostro rapporto, sarà sempre sinonimo di felicità. perhcè io sono così. e non vorrei essere diversa. e non posso più finger di essere come mi vogliono gli altri. nè smettere di sentirmi amata esattamente per quella che sono.

sinceramente? a volte viene da pensarlo anche a me. delle coppie monogame tante volte quante di quelle poligame. la felicità è un bene immateriale. non si compra. non si afferra. non si imprigiona. come il bel tempo, va e viene. a volte si oscura. a volte risplende. a volte brucia e a volte piange. ma è pur sempre felicità.

non potrei vivere una vita monogama. strano che io lo dica, proprio in questo periodo in cui non riesco a desiderare di andare a letto con nessun altro che con il mio Lui. ma è così. non sempre ciò che si può fare coincide con quello che si fa accadere. ma la parte che non può mancare è che quello che si desidera coincida con quello che si possa fare. è come stare chiusi in prigione: ci viene negata la libertà di correre e camminare. poi magari, a piede libero, stiamo comunque seduti. ma la libertà di correre e camminare è lì. innegabile. e rientra nel nostro concetto personale di felicità.

ecco. per l’amore, per me è uguale. sentirmi libera di fare ciò che potrei voler fare. in qualsiasi momento lo desiderassi. in questo risiede la mia felicità. e non farei mai cambio, per nulla al mondo, pur dovendo ammettere che a volte è più il dolore del piacere. a volte passiamo ore, a litigare. nottate a non parlarci. minuti ad urlare. messaggi pieni di recriminazioni. violenze psicologiche. insulti. anche questo fa parte della felicità. e non farei cambio, mai, per nulla al mondo.

devo ammettere che a volte è faticoso. così faticoso, che ti viene da chiederti se non sia per caso sbagliato. se non stiate per sbaglio rincorrendo qualcosa che è solo un sogno irreale, non praticabile. ti fermi, guardi tutto il resto della gente, attorno a te, andare dall’altra parte, girati tutti nell’altra direzione. e ti chiedi se per caso allora non siete voi due a sbagliare. forse non può esistere amore senza possessione. una coppia senza gelosia. stabilità senza esclusività. sesso senza amore. e bla bla bla.
è in quel momento che ti chiedi cosa potresti fare allora, per cambiare. qual’è l’ALTERNATIVA. e l’alternativa mi pare solo una (escludendo la vita in solitudine, che non prendo nemmeno in considerazione): la monogamia. o amche detta: “del fare quello che fanno tutti gli altri solo perchè lo fanno tutti gli altri”.
chiudo la telefonata e muovo gli ultimi passi al sole, chiedendomi perchè debba essere così difficile. e come sarebbe arrendersi e seguire la corrente. cambiare direzione e lasciarsi trasportare. mi chiedo se il dolore di mentire, di nascondere, di tradire, complottare, sopprimere ciò che si è non sia per caso un dolore meno intenso di questo continuo affondarsi a vicenda le lame nelle carni, in continuazione. alzo gli occhi dalla strada e mi immagino: monogama in una coppia chiusa. anzi, non ho neanche bisogno di immaginare. semplicemente: ricordo. ricordo che non è mai stato possibile, mai, una sola volta, non desirare di avere altro. non voler scopare qualcun altro. non voler fare con altri ciò che non facevo con lui. che fosse cinema, vacanze, sesso o bdsm. promettere felicità e fedeltà eterna. essere posseduta. essere oggetto di gelosia. di insicurezza. dover fingere di fare altrettanto: marcare il territorio, aver paura di perderlo, fare a pezzi le alternative.

beh. lasciatemi dire. che no. non posso farlo. con tutte le difficoltà che si porta, con tutte le discussioni da affrontare, le paure da sviscerare, i muri da abbattere, i preconcetti da polverizzare, i rischi che comporta…. la poligamia per me è comunque la migliore felicità. starei qui altre tre ore, cinque o tutto il giorno, se serve, a discutere e a lacerarmi lo stomaco con i (ri)sentimenti e a violentarmi la testa con i pensieri, pur di farla comunque funzionare. perchè la felicità che mi regala condividerti e condividermi non ha eguali, in tutto il mondo. qualsiasi equilibrio troveremo mai, qualsiasi livello di esclusività e asimmetria vorremo mai dare al nostro rapporto, sarà sempre sinonimo di felicità. perhcè io sono così. e non vorrei essere diversa. e non posso più finger di essere come mi vogliono gli altri. nè smettere di sentirmi amata esattamente per quella che sono.

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4 thoughts on ““io credo che una coppia poligama felice non esista” [della felicità e delle scelte che non si possono fare]

  1. niphus ha detto:

    Ciao, credo che monografia e poligamia siano degli stadi temporali derivanti da esigenze personali che possono durare anche un’intera vita. Essere monogami e viceversa può essere un’esigenza strettamente legata al grado di soddisfazione -anche sensuale che il partner è in grado di assicurarci. Se si è poligami probabilmente c’è una sorta di insoddisfazione anche latente e si finisce per desiderare il corpo di qualcun’altro. Personalmente se sto bene conuna persona non amo desidero il contenuto del persizoma della prima velina che passa

    • niphus…. forse per alcuni è così… mentre per altri, come me… è assolutamente il modo naturale di amare….. non c’entra la soddisfazione….. sono poligama anche se soddisfatta completamente del mio uomo…

      grazie del commento

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