sesso, V.M.18

questione di stile

a volte è questione di stile. non serve prendere in considerazione la bravura, la competenza, le ore di applicazione… è una questione di feeling. di esigenze che si vengono incontro. di desideri che vengono esauriti.

ci sono persone che hanno stile. quello giusto, intendo. per me, è ovvio. quale stile, vi starete chiedendo. non so se ha una definizione, non ne conosco il nome preciso. è lo stile per cui riesco a godere in pochi minuti, senza tante storie, senza tante finzioni. un evidente orgasmo con evidente squirting che mi lascia senza fiato, accaldata ed appagata. questione di stile, appunto.

per anni mi sono chiesta cosa ci trovasse la gente di tanto straordinario nel SESSO. sì, divertente l’avvicinamento. quando fremi dalla voglia e magari non sai neanche ancora cosa succederà. o quando giri attorno alla preda, la annusi, la circuisci, la conquisti… la demandi. oppure quando il desiderio sessuale è verso un oggetto proibito, qualcosa che non puoi toccare, qualcuno che non potresti proprio desiderare, qualcuno che non dovresti nemmeno guardare. sì, tutti i preliminari sono sempre stati un grande spasso. ma di tutto ciò che viene POI non ho un gran bel ricordo. ricordo che la maggior parte delle volte, quello che mi passava per la testa era una ed una sola domanda: “tutto qua?” e, come tutte le persone ingorde ed insoddisfatte, ho tentato la via che mi sembrava più sensata: aumentare la dose. estendere le quantità. ampliare il ventaglio.

la mia lista di “uomini con cui ho fatto sesso” conta 61 voci. di cui 10 contano solo come petting un po’ approfondito e 2 sono donne. probabilmente ne ho perso qualcuno per la strada. ma comunque…. molti di questi, sono scopate seriali. fatte nel tentativo vano di riempire un buco. uhm. nel VERO senso della parola ed anche in quello FIGURATO.

credo di avere avuto il primo vero orgasmo attorno ai 24 anni. circa. lui era il mio capo. eravamo al mare. sui sedili posteriori di una macchina. mi scopò senza nessuna gentilezza. senza alcun riguardo.ferocemente, come se fosse una questione di vita o di morte. come se non avesse paura nè di rompermi, nè di infastidirmi, nè di farmi male. e solo allora. solo in quel momento ho davvero CAPITO. ho capito che non ho bisogno di coccole, di dolcezze, di preliminari o di carezze. non devi ubriacarmi per farmi fare sesso con te, non c’è bisogno che passi prima per gli steps “due-passi-in-centro-aperitivo-figoso-cena-romantica-passeggiata-al-chiaro-di-luna-così-poi-me-la-dà”. no no. il principio base è che se sei arrivato al primo appuntamento, realisticamente al 90 percento comunque te la do già. il punto chiave vero è: te la darò ancora o forse mai più?

e non c’è niente da fare. sarà sempre e solo una questione di stile. una questione di orgasmi. di umori corporei. di ml di sudore e di cm di pelledoca. c’è un modo molto efficace per sapere se mi state facendo impazzire ed è controllare se mi fate rabbrividire. per tutto il resto, non ho nulla da dire. tranne che ho smesso da due anni di fare sesso vanilla. o di provare seriamente attrazione per un conclamato vanilla. a volte concedo il beneficio del dubbio, ma molto più spesso semplicemente ritorno. mi rigioco a ping pong quei quattro o cinque nomi che sono sinonimo di garanzia. uomini a cui piace fare gli uomini. che non ti portano in camera facendoti ballare sulle punte, ma ti alzano di peso tra le loro braccia e poi ti sbattono sul letto. che spesso non ti danno nemmeno il tempo di sfilarti i vesititi o di svegliarti completamente dai sogni che te l’hanno già infilato in uno a caso dei pertugi liberi e a disposizione. uomini a cui piace comandare. sottometterti. zittirti schiaffeggiandoti. morderti fino a farti perdere il controllo sul dolore. infilarti un numero imprecisato di dita ed oggetti e spingerli dentro fino a farti urlare dal terrore di aprirti a metà. odio gli uomini che portano riguardo. quelli che hanno modi gentili. quelli che ti chiedono: vuoi? posso? come stai?…… mi fanno cadere tutta la poesia.  quando dico “tutto quello che vuoi” intendo davvero TUTTO QUELLO CHE VUOI. a volte alcuni vanno spronati, prima che si lascino andare. a volte, ti massacrano da soli. senza bisogno di dirlo. senza necessità di tante spiegazioni.

e lì, fioccano orgasmi.

questione di stile, non c’è che dire.

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3 thoughts on “questione di stile

  1. D’accordo, i maschietti vanno incoraggiati: hanno sempre tanta paura. E adesso si bombano pure, prima di farlo; la mia più grande gioia, ai tempi, era quella di chiudere le gambe quando il tizio aveva appena mandato giù la pastiglietta gialla o blu.
    Ma le donne sono un’altra cosa: sanno come sei fatta, sanno cosa fare, come e quando, e lei mi legge addirittura dentro, capisce quando voglio essere legata e maltrattata, capisce quando voglio essere coccolata, capisce quando è il momento di girare alla larga o quando voglio solo sentire un corpo caldo attorno al mio.

    • in effetti, ho sempre notato apprezzato al marcia in più delle donne, a livello di dolcezza e “savoir faire”…. peccato che manchino proprio di quella parte maschile che io non amo sostituire con surrogati di plastica…. e peccato che io proprio sia una schiava del testosterone e dei suoi caratteri sessuali secondari…. pettorali, barba, bicipiti e voce baritonale…. mmmmh…

      e come sempre, quando non riesco a scegliere… non scelgo. e finisco per essere piacevolmente bisex.

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