amore, poliamore, poligamia, polyamore

della gelosia (mi è bastato chiederti se ami lei o me)

“1.ansietà tormentosa di chi teme che la persona amata ami un’altra persona o dubita della sua fedeltà: essere roso dalla gelosia, fare una scenata di gelosia”

ecco. la domanda nasce spontanea. chi potrebbe avere voglia di accollarsi VOLONTARIAMENTE una ansietà tormentosa? … la dfinizione su questo vocabolario si apre con una frase dalle connotazioni immensamente negative… e pensare che la maggior parte della gente mi vuol dare a bere la storia che la gelosia FACCIA BENE ALLA COPPIA e che sia sana e SINTOMATICA DELL’AMORE… ebbene. NO. l’ha detto il vocabolario. non l’ho mica detto io! rodersi dalla gelosia non mi sembra qualcosa di così incredibilmente benefico, nè mi pare che una scenata di gelosia possa giovare in qualche modo alla serenità di una coppia. non c’è scritto “strumento tramite cui un partner rafforza e conferma i sentimenti d’amore verso la propria partner”…c’è scritto ansia. tormento. dubio. fedeltà. ecco. è questo che non sopporto. detesto che non mi si creda. a ragione o a torto, non importa. l’infedeltà non è mai stata la causa dell’insuccesso di una mia relazione. anzi. casomai proprio il contrario.

“2. risentimento generato da vere o presunte preferenze accordate ad un’altra persona: prova gelosia per il fratellino appena nato”

le preferenze. oh, già, le preferenze. beh. ecco. queste potrebbero fare di me una persona QUASI gelosa. non sopporto le preferenze. o meglio, non quelle che tolgono a me qualcosa. capisco che A. preferisca parlare di videogiochi con la sua amante, che con me. allo stesso modo in cui io preferisco che ne parli con lei piuttosto che con me. mi infastidisce esattamente con la stessa intensità con cui mi infastidisce il pensiero che preferisce parlarne con mio fratello piuttosto che con me. e cioè, praticamente ZERO.
ora mi direte che ho fatto un esempio sciocco e irrilevante. beh. forse avete ragione. vado avanti, allora? sono QUASI gelosa del fatto che lui corteggi altre donne quando gioca di ruolo? no. mi sento di dire che non sono AFFATTO risentita o dispiaciuta o amareggiata o incazzata. gelosa che svenga davanti praticamente ad ogni rossa che gli attraversa la strada? nemmeno. no. no e ancora no. non posso e non lo sono. di che cosa dovrei essere gelosa? del fatto che lui concede attenzioni a queste donne per qualità che comunque io NON HO e che quindi non potrebbe mai rivolgermi….? non sono gelosa. no, mi dispiace. sono sicura che lui mi ama per ciò che ho e per ciò che possiede di me. tutto il resto, lo può cercare altrove. e il fatto che lo possa trovare, non mi toglierà mai niente. perchè sarebbe come chiedervi se è più freddo il ghiaccio o più ruvida la carta vetrata. non si può scegliere. non c’è un paragone. sai quando credo che una persona si preoccupi delle preferenze? quando si sente IN DIFETTO. quando ha LA CODA DI PAGLIA. quando sa che qualcosa di sè è MIGLIORABILE e non riesce o non vuole fare niente per migliorarlo,pur sapendo che DOVREBBE. faccio un esempio? la donna grassa che si incendia se il proprio uomo guarda le magre. idem la donna senza seno se l’uomo si volta a guardare la maggiorata. la mora e la bionda. il filosofo e il culturista. il cazzo piccolo e il playboy amatore. persone che hanno paura di perdere nel confronto con un’altra persona, migliore di loro. e voi, di cosa avete paura?

“3. cura attenta e scrupolosa: conservare qualcosa con gelosia”
ecco. forse qui, forse qui, un lieve e vago accenno a quella leggenda metropolitana del “se lo ami davvero, devi essere gelosa”. perchè l’amore è cura attenta e scrupolosa. già. peccato che il vostro partner non sia una COSA.

dicono che dalla gelosia si può guarire. leggo spesso di persone che lo fanno. io non sono gelosa. o forse non mi permetto di esserlo. lo sono mai stata? scorro all’indietro, nel passato, le mie relazioni amorose. sono mai stata davvero gelosa? credo di no. mi sono sempre professata più che altro INVIDIOSA nel caso che la mia “rivale” mi apparisse più bella di me. vedi le bionde contro le brune. per tutto il resto, non sono mai stata gelosa. ricordo il mio primo fidanzatino, alle superiori. alla prima vacanza separata, io con i miei e lui con gli amici, successe un fatto piuttosto strano e molto indicativo, se solo avessi già avuto gli occhi ed il cervello per VEDERE davvero. in una lunga telefonata serale, lui mi raccontò che aveva conosciuto una ragazza identica a me. che lei gli chiedeva insistentemente di uscire. e che lui, sofferente per la mia mancanza e per il desierio che provava verso questa donna, quando la vedeva arrivare fuggiva a nascondersi, pur di non incrociarla e non darle modo di tentarlo. quando finì il suo racconto, la mia risposta ebbe il sapore di tutto, tranne che della gelosia. gli dissi che se davvero la desiderava tanto, avrebbe dovuto uscirci. e che se avesse scoperto che era lei, la donna dei suoi sogni, l’avrei capito e l’avrei lasciato andare. avevo sedici anni. poi mi dicono che poli ci si diventa…

gelosa? no. credo di non esserlo mai stata. impaurita, forse. invidiosa. ferita. bisognosa di affetto o di attenzioni. cattiva. ma gelosa, nel vero senso della parola? no. ho sempre pensato che se il destino era che quell’uomo non rimanesse il mio per sempre, io non potevo davvero fare nulla perhcè accadesse il contrario. e che ogni persona che attraversa il nostro cuore è importante e ci rimarrà per sempre. come ricordo o come Vero Amore. non importa.

eppure. a volte stepito. faccio scenate. metto su il muso. rimango muta al telefono. e mi accorgo. di essere gelosa. e quando lo capisco, respiro e mi calmo. mi siedo. e mi chiedo. “sei davvero gelosa? di che cosa? cosa c’è che ti spaventa e perchè? è razionale questa paura? è fondata? cosa può fare il tuo partner per debellarla e sostituirla con una splendida e luminosa sensazione di fiducia e sicurezza?”. e… che voi ci crediate o no. funziona. certo, all’inizio è dura. all’inizio non è stato tanto facile, sedersi e respirare. i primi tentativi, di folle attacco da scenatadigelosia, non sono andati precipitosamente a buon fine. magari ci ho messo mezza giornata. ma la seconda volta ci ho messo un’ora o due. e la terza, solo qualche secondo. e alla quarta, ho semplicemente aperto la bocca e ho chiesto: “ma questo non fa diminuire il tuo amore per me, vero?” “ma io ho ancora la precedenza su di lei, vero?” “tutto questo non ti porterà via da me, è così?”. a volte invece è bastato un “ti prego rassicurami. sono spaventata che tu te ne possa andare via. e non tornare mai più”.
fatelo. scoprirete che il più delle volte, le paure che ingigantiscono nella nostra testa diventano buffi ed insensati dubbi, se tradotti a parole e provati a spiegare ad un’altra persona.

e così… gelosa? no. nemmeno se dormi con un’altra. so che questo la rende padrona della tua metà del letto per qualche ora, ma non padrona del tuo cuore. nemmeno se mi confessi un’erezione dovuta ad un sogno erotico con un’altra donna, notturno o reale… non per questo hai smesso di desiderare ardentemente anche me. nemmeno se mi avvisi che tornerai a rivedere la tua ex, per “una birra ogni tanto”. perchè mi è bastato chiederti se ami lei o me.

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8 thoughts on “della gelosia (mi è bastato chiederti se ami lei o me)

  1. justagameofroles ha detto:

    Potrai mandarmi a quel paese, te lo concedo, ma penso che dalla gelosia (minima) possa derivarne qualcosa di buono. Sottolineo ‘derivarne’, perchè quello che fa bene, al rapporto, non è la gelosia, di per se, ma il chiarimento, che ne deriva dopo. Alla fine, come hai visto, una parola ha più significati e, anche per questo, le persone creano fraintendimenti. Fraintendimenti ‘semigiusti’ dato che la parola, in se, è stata recepita ma non il vero significato.
    E, altra cosa, ho sempre visto come un’insieme di “causa-effetto” o, meglio, “azione-risposta”. (sono proprio negato, con le spiegazioni….). Senza gelosia (del punto 3, del vocabolario) non saresti mai andata a porti le domande e, quindi, capire cosa provi. Senza gelosia, magari, non avresti fatto quelle domande, al diretto interessato.

    Sono pur sempre mie idee e, come tale, potrebbero essere sbagliate o, probabilmente, delle emerite cazzate, ma ho sentito comunque il bisogno di dirtele, leggendo questo post (che, collegato a quello prima, mi fa pensare a qualcosa che non vada ma, giustamente, non sonno cazzi mia [me lo dico da solo XD])

    • Giuste osservazioni…. È vero, la gelosia come i litigi hanno il lato positivo che chiariscono alcune cose….. Il punto è…. Visto che è così dolorosa e tormentosa e delirante….. E soprattutto, visto che maggior parte della gente NON la USA per parlare e chiarirsi ma per negare, per ferire e per reiterare concetto di coppia=privazione della libertà individuale……. Non c’è un altro modo per ottenere gli stessi benefici….?

      • justagameofroles ha detto:

        Certo che ci sono! (almeno credo)
        Trovare qualcuno che non abbia un cervello dove i neuroni siano perennemente in ‘chiusi per lutto’, per esempio.
        Sperare in un intervento divino, quindi.
        Oppure, ma non ho ancora visto risultati, da parte mia, sperare in quello/a veramente giusto/a, che sappia capire anche solo con un ‘ciao’ o, meglio, un semplice sguardo.

        (devo smetterla con questo romanticismo da ‘pericolo letale per i diabetici’, mi sa…)

  2. Confesso, sono gelosa, follemente e selvaggiamente. Lei non mi ha mai dato il minimo motivo per esserlo, ma lo sono, e sono terrorizzata che qualcuna o qualcuno me la porti via.
    Poi tiro un gran respiro, vedo il suo sorriso rivolto solo a me e mi passa

    • Credo sia un cammino…. Facoltativo….. E doloroso…… Ma credo profondamente che parlarne e liberarsene regali una maturità e una profondità alla coppia che non ha eguali.

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