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davvero vorresti tenere come amico su fb il tuo ex? e perchè? (o dell’amore incondizionato e dell’andarsene direttamente a fanculo)

 

quasi casco dalla sedia. poi mi fermo. respiro. silvia, calmati. sii razionale. c’è stata gente che ha creduto che il sole girasse attorno alla terra. ci può essere anche qualcuno che la pensa diversamente da te.

okay. allora. da dove parto?
dalla prima domanda direi: vuoi davvero conoscere ME o stai solo cercando alla cieca la DONNA DELLA TUA VITA? spassoso. sì. ma è una domanda reale. e altrettanto reale è il fatto che in caso di risposta “non so” alla domanda di cui sopra, “siete pregati di andarvene direttamente affanculo”.
quindi. cominciamo da qui. credo fermamente che al mondo esista un sacco di gente SOLA. e non solamente “sola”, ma che “si sente sola” ed, evidentemente, ne soffre. a volte faccio fatica a capire le altre persone, l’empatia non è assolutamente il mio pregio migliore. non mi sono mai sentita sola. tranne una volta, durante una notte in un weekend di fotografia in alta montagna, quando al momento di scegliere le camere io sono stata l’unica a prenderla “doppia ad uso singolo”. ecco. lì mi sono sentita TEMPORANEAMENTE un po’ sola. per tutto il resto del tempo, ringrazio la mia famiglia e il mio carattere forte. i miei mille hobby. tutti i miei interessi. la lettura, la scrittura, i film ed i racconti. la natura e la bellezza delle cose. il sole che cuoce una città d’arte in pieno agosto e il silenzio delle mostre e dei musei nello stesso mese dell’anno. la musica. lo sport.il mio cervello e i miei pensieri, che mi tengono compagnia, sempre.
ecco. ammetto che non sono tutte così, le persone. ci sono donne che non amano fare shopping da sole, coppie che se separate non si stenderebbero più al sole in un bagnoa affollato di estranei, uomini non in grado di fermarsi in un bar e prendersi un aperitivo in solitudine. ecco. sicuramente parte di queste persone hanno un assoluto bisogno di cercare e trovare la loro anima gemella. e, perdonatemi la venalità, non per una mera esigenza fisica e sessuale. ma perchè il natale senza fare il regalo alla ragazza sarebbe troppo deprimente. perchè poi con chi vado in vacanza. perchè non posso mica sempre girare in compagnia solo cone “della braga” (gli uomini, ndr) o nella solita compagnia di zitellone.
ecco. a tutte quetse persone in costante ricerca della loro metà, io vorrei chiedere: siete davvero sicuri, quando conoscete una donna che vi interessa (parlo ai maschi perhcè mi viene più facile m il discorso è perfettametne ribaltabile anche alle donne) che questa donna vi attragga per quello che veramente è e non per quello che rappresenta ai fini della vostra ricerca? mi spiego: volete davvero LEI o volete che lei diventi la donna della vostra vita? perchè, e qui mi rivolgo a chi mi ha posto la domanda da chi ha preso il via questo post, nel caso siate interessati veramente A LEI in quanto persona, non vi verrà proprio in mente di cancellarla dalle vostre amicizie (fb o non fb… brrrr…) quando la storia si sarà conclusa… perchè LEI, la lei che avete voluto conoscere, che avete amato e che avete stimato, coccolato, curato, quella di cui vi siete presi tanta cura e tanto amore… ebbene questa LEI è ancora la stessa LEI anche dopo aver scoperto che non è al contempo la DONNA DELLA VOSTRA VITA. e che, appunto eprchè vi ha affascinato a tal punto da innamorarvi di lei, una volta disinnamorati non ne dovreste essere comunque disaffascinati. quale motivo dovrebbe davvero spingermi a non interessarmi più alle persone che ho amato o con cui ho intessuto una relazione si sesso/affetto/amore di qualsiasi tipo? perchè dovrei non voler più sapere che lavoro alla fine ha scelto per la sua vita, o come è finita l’operazione di sua mamma o semplicemente come se la passa in questo inferno di vita, solamente perchè non stiamo più insieme? quale senso reale ha questa cosa? per me nessuno. ma siccome probabilmente è ciò che sto scrivendo IO che non ha nessun senso per voi, proverò a farvi l’esempio contrario. immaginiamo che io domani esca con un uomo. che in un paio di mesi me ne innamori. e che quest uomo improvvisamente diventi L’UOMO DELLA MIA VITA. quindi: mi prendo cura della sua famiglia, dei suoi interessi, dei suoi sentimenti, della sua salute, di tutto, insomma. poi. come succede nell… uhm… diciamo… 85% delle storie, per stare bassi? diciamo che poi succede che scopro che non lo è DAVVERO. che non voglio dividere la mia vita con lui. che non voglio che sia il padre dei miei figli nè il bastone della vecchiaia. e che quindi tutte quetse promesse si infrangano sulla dura realtà di una stima sbagliata. ebbene, romperemmo. smetteremmo di fare sesso insieme (nella visione canonico-ipotetica della cosa…). smetteremmo di frequentarci. e io, deciderei che nulla più di ciò che mi importava di lui (famiglia, salute, sentimenti, lavoro, hobby..), NULLA di tutto questo mi importi più. deciderei che per me, lui potrebbe essere anche morto. lo toglierei dalle mie amicizie. cancellerei il suo numero. fingerei che NON FOSSE MAI ESISTITO. e perchè? perchè ha la grandissima colpa di NON ESSERE DAVVERO L’UOMO DELLA MIA VITA. perchè la sua faccia mi ricorda che, per arrivare a questa crudele scoperta, ho dovuto passarci dei fantastici momenti insieme, che poi sono diventati orribili, a cui io ora non ho le palle per pensare. perchè è davvero TROPPA FATICA elaborare l’accaduto, accettare che si può essere FELICI insieme anche se non si è l’uno l’ANIMA GEMELLA dell’altro, anche se non lo si è PER SEMPRE. sarebbe davvero troppo, troppo dura ragionare su tutti i litigi, tutti i torti, tutte le menzogne e le crudeltà dette per pura e semplice cattiveria e riappacificarsi. sarebbe poi assolutamente INUTILE fare tutto questo e ritornare a sorridersi e a frequentarsi, come amici, al solo scopo di non BUTTARE VIA UNA INTERA PERSONA E UN INTERO AFFETTO solo per un nostro fottuto errore di valutazione.
certo. è più facile chiudere tutto. mandarsi a fare in culo. ritornare sui nostri passi. rimangiarsi le promesse. e fingere di essere perfetti sconosciuti, magari neppure salutarsi se ci si incontra per strada, o (quasi peggio) salutarsi quasi come se non ci si conoscesse, a dispetto del fatto che per un numero imprecisato di mesi il cazzo di uno dei due è stato dentro il corpo dell’altro/a dei due. ovvio. che è più facile.
e qui fatemi chiudere il cerchio e ritornare alla prima domanda: mi stai chiedendo di uscire perchè sei davvero INTERESSATO A ME o perchè stai cercando alla cieca la DONNA DELA TUA VITA? perchè io non ho intenzione, più NESSUNA intenzione di regalare ad un solo altro uomo il mio cuore, se ha intenzione di gettarlo via appena ha finito di usarlo. non credo di poter più tollerare quegli uomini che sono disposti a darmi affetto e amore e cure e allegrie SOLO PER AVERE QUALCOSA IN CAMBIO. perhcè è così. forse non lo vorrete ammettere, ma è così. chi mi cancella una ovlta chiuso il rapporto e non mi concede MAI più di recuperare una minimo basilare di amicizia (a volte ci vuole tempo… d’accordo… ma il tempo è l’unica cosa che concedo senza problemi), è come se mi dicesse “guarda, ti ricordi tutto quello che ti ho dato? tutte le cose che dicevo di adorare di te? quelle per cui ti ho aiutato? ebbene. lo facevo solo per avere in cambio da te altro. lo facevo solo perchè tu mi avevi promesso di stare con me tutta la vita. lo facevo solo perchè mi davi sesso e in esclusiva. lo facevo solo perchè così avevo qualcosa indietro”.

ebbene. tutte queste persone. che rispondono un “non lo so” alla prima domanda e un “sì” alle domande: 5, 6, 9  4, 5bis, 7, 8, 10, 11  del questionario che trovate QUI. ebbene. tutte queste persone. sono pregate di ANDARSENE DIRETTAMENTE A FANCULO.

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amore, poliamore, poligamia, polyamore

della gelosia (mi è bastato chiederti se ami lei o me)

“1.ansietà tormentosa di chi teme che la persona amata ami un’altra persona o dubita della sua fedeltà: essere roso dalla gelosia, fare una scenata di gelosia”

ecco. la domanda nasce spontanea. chi potrebbe avere voglia di accollarsi VOLONTARIAMENTE una ansietà tormentosa? … la dfinizione su questo vocabolario si apre con una frase dalle connotazioni immensamente negative… e pensare che la maggior parte della gente mi vuol dare a bere la storia che la gelosia FACCIA BENE ALLA COPPIA e che sia sana e SINTOMATICA DELL’AMORE… ebbene. NO. l’ha detto il vocabolario. non l’ho mica detto io! rodersi dalla gelosia non mi sembra qualcosa di così incredibilmente benefico, nè mi pare che una scenata di gelosia possa giovare in qualche modo alla serenità di una coppia. non c’è scritto “strumento tramite cui un partner rafforza e conferma i sentimenti d’amore verso la propria partner”…c’è scritto ansia. tormento. dubio. fedeltà. ecco. è questo che non sopporto. detesto che non mi si creda. a ragione o a torto, non importa. l’infedeltà non è mai stata la causa dell’insuccesso di una mia relazione. anzi. casomai proprio il contrario.

“2. risentimento generato da vere o presunte preferenze accordate ad un’altra persona: prova gelosia per il fratellino appena nato”

le preferenze. oh, già, le preferenze. beh. ecco. queste potrebbero fare di me una persona QUASI gelosa. non sopporto le preferenze. o meglio, non quelle che tolgono a me qualcosa. capisco che A. preferisca parlare di videogiochi con la sua amante, che con me. allo stesso modo in cui io preferisco che ne parli con lei piuttosto che con me. mi infastidisce esattamente con la stessa intensità con cui mi infastidisce il pensiero che preferisce parlarne con mio fratello piuttosto che con me. e cioè, praticamente ZERO.
ora mi direte che ho fatto un esempio sciocco e irrilevante. beh. forse avete ragione. vado avanti, allora? sono QUASI gelosa del fatto che lui corteggi altre donne quando gioca di ruolo? no. mi sento di dire che non sono AFFATTO risentita o dispiaciuta o amareggiata o incazzata. gelosa che svenga davanti praticamente ad ogni rossa che gli attraversa la strada? nemmeno. no. no e ancora no. non posso e non lo sono. di che cosa dovrei essere gelosa? del fatto che lui concede attenzioni a queste donne per qualità che comunque io NON HO e che quindi non potrebbe mai rivolgermi….? non sono gelosa. no, mi dispiace. sono sicura che lui mi ama per ciò che ho e per ciò che possiede di me. tutto il resto, lo può cercare altrove. e il fatto che lo possa trovare, non mi toglierà mai niente. perchè sarebbe come chiedervi se è più freddo il ghiaccio o più ruvida la carta vetrata. non si può scegliere. non c’è un paragone. sai quando credo che una persona si preoccupi delle preferenze? quando si sente IN DIFETTO. quando ha LA CODA DI PAGLIA. quando sa che qualcosa di sè è MIGLIORABILE e non riesce o non vuole fare niente per migliorarlo,pur sapendo che DOVREBBE. faccio un esempio? la donna grassa che si incendia se il proprio uomo guarda le magre. idem la donna senza seno se l’uomo si volta a guardare la maggiorata. la mora e la bionda. il filosofo e il culturista. il cazzo piccolo e il playboy amatore. persone che hanno paura di perdere nel confronto con un’altra persona, migliore di loro. e voi, di cosa avete paura?

“3. cura attenta e scrupolosa: conservare qualcosa con gelosia”
ecco. forse qui, forse qui, un lieve e vago accenno a quella leggenda metropolitana del “se lo ami davvero, devi essere gelosa”. perchè l’amore è cura attenta e scrupolosa. già. peccato che il vostro partner non sia una COSA.

dicono che dalla gelosia si può guarire. leggo spesso di persone che lo fanno. io non sono gelosa. o forse non mi permetto di esserlo. lo sono mai stata? scorro all’indietro, nel passato, le mie relazioni amorose. sono mai stata davvero gelosa? credo di no. mi sono sempre professata più che altro INVIDIOSA nel caso che la mia “rivale” mi apparisse più bella di me. vedi le bionde contro le brune. per tutto il resto, non sono mai stata gelosa. ricordo il mio primo fidanzatino, alle superiori. alla prima vacanza separata, io con i miei e lui con gli amici, successe un fatto piuttosto strano e molto indicativo, se solo avessi già avuto gli occhi ed il cervello per VEDERE davvero. in una lunga telefonata serale, lui mi raccontò che aveva conosciuto una ragazza identica a me. che lei gli chiedeva insistentemente di uscire. e che lui, sofferente per la mia mancanza e per il desierio che provava verso questa donna, quando la vedeva arrivare fuggiva a nascondersi, pur di non incrociarla e non darle modo di tentarlo. quando finì il suo racconto, la mia risposta ebbe il sapore di tutto, tranne che della gelosia. gli dissi che se davvero la desiderava tanto, avrebbe dovuto uscirci. e che se avesse scoperto che era lei, la donna dei suoi sogni, l’avrei capito e l’avrei lasciato andare. avevo sedici anni. poi mi dicono che poli ci si diventa…

gelosa? no. credo di non esserlo mai stata. impaurita, forse. invidiosa. ferita. bisognosa di affetto o di attenzioni. cattiva. ma gelosa, nel vero senso della parola? no. ho sempre pensato che se il destino era che quell’uomo non rimanesse il mio per sempre, io non potevo davvero fare nulla perhcè accadesse il contrario. e che ogni persona che attraversa il nostro cuore è importante e ci rimarrà per sempre. come ricordo o come Vero Amore. non importa.

eppure. a volte stepito. faccio scenate. metto su il muso. rimango muta al telefono. e mi accorgo. di essere gelosa. e quando lo capisco, respiro e mi calmo. mi siedo. e mi chiedo. “sei davvero gelosa? di che cosa? cosa c’è che ti spaventa e perchè? è razionale questa paura? è fondata? cosa può fare il tuo partner per debellarla e sostituirla con una splendida e luminosa sensazione di fiducia e sicurezza?”. e… che voi ci crediate o no. funziona. certo, all’inizio è dura. all’inizio non è stato tanto facile, sedersi e respirare. i primi tentativi, di folle attacco da scenatadigelosia, non sono andati precipitosamente a buon fine. magari ci ho messo mezza giornata. ma la seconda volta ci ho messo un’ora o due. e la terza, solo qualche secondo. e alla quarta, ho semplicemente aperto la bocca e ho chiesto: “ma questo non fa diminuire il tuo amore per me, vero?” “ma io ho ancora la precedenza su di lei, vero?” “tutto questo non ti porterà via da me, è così?”. a volte invece è bastato un “ti prego rassicurami. sono spaventata che tu te ne possa andare via. e non tornare mai più”.
fatelo. scoprirete che il più delle volte, le paure che ingigantiscono nella nostra testa diventano buffi ed insensati dubbi, se tradotti a parole e provati a spiegare ad un’altra persona.

e così… gelosa? no. nemmeno se dormi con un’altra. so che questo la rende padrona della tua metà del letto per qualche ora, ma non padrona del tuo cuore. nemmeno se mi confessi un’erezione dovuta ad un sogno erotico con un’altra donna, notturno o reale… non per questo hai smesso di desiderare ardentemente anche me. nemmeno se mi avvisi che tornerai a rivedere la tua ex, per “una birra ogni tanto”. perchè mi è bastato chiederti se ami lei o me.

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amore

questionario ( o degli idioti con cui esco)

dovrei preparare un questionario. da consegnare al primo appuntamento. anzi. PRIMA del primo appuntamento. quando iniziano a flirtare. quando mi guardano con quello sguardo mezzo interessato e emezzosovrappensiero, quando capisco dalla direzione del loro sguardo che hanno smesso di ascoltare ciò che gli sto dicendo e stanno solo pensando che vorrebbero conoscere il gusto delle mie labbra. ecco. ecco, lì, ZAC! dovrei infilargli in mano il questionario. sicuramente mi guarderebbero attoniti.
– che cos’è?
– un quetsionario.
– per cosa?
– per uscire con me.
– ma io non sto uscendo con te
– no. ma stai valutando l’idea.

quindi. questionario.

1) sei veramente interessato a ME o stai solo cercando alla cieca LA DONNA DELLA TUA VITA?
2) quando ci lasceremo, perchè ci lasceremo, sarai capace di farlo con unminimo di dignità, senza coprirmi di epiteti tutti riconducibili al mestiere più vecchio del mondo?
2 bis) posso darti il mi onumero di telefono cobn la garanzia che, a metà della nostra storia, non ne abuserai riempiendomi le notti di sms paranoici ed accusatori?
3) riuscirai a comportarti da uomo e lasciarmi guardandomi in faccia?
4) mi leverai l’amicizia su facebook quando deciderai che sarà effettivamente CHIUSA?
5) hai intenzione di controllare tutto quello che scriverò sui social network e di contare il numero di individui di sesso maschile che ho nelle chat aperte di whats app?
5 bis) sei disposto a parlare e confrontarti apertamente sui tuoi problemi di autostima e gelosia possessiva?
6) quando capirai di non poter più fare nulla per avermi indietro, mi dirai che ci credevi davvero, che ti ho ingannato e fatto credere che saremmmo stati insieme per sempre?
7) mi restituirai i regali che ti ho fatto?
8) mi chiederai indietro quelli che mi avrai fatto tu?
9) una volta chiusa definitivamente la relazione, cercherai ogni plausibile occasione per farmi notare che ti sei trovato una nuova ragazza “seria e monogama” con cui costruire veramente qualcosa?
10) finirai per scoparmi tre volte al giorno per i primi due mesi e poi, negli ultimi due ti terrai tutti i dubbi e le domande dentro, solo per il gusto di dirmi, a rapporto concluso “te ne volevo parlare, ma scopavamo solo, non parlavamo nemmeno più”?
11) con velenosa soddisfazione, a sei mesi di distanza dal momento in cui ti avrò lasciato, ti rifiuterai di mandarmi le foto della nostra vacanza insieme che hai sul cellulare, asserendo che hai altro a cui pensare?

I CANDIDATI CHE RISPONDONO Sì ALLE DOMANDE: 5, 6, 9 e NO alle domande: 2, 2 bis, 3 sono pregati di ATTENDERE DI VENIRE CONTATTATI.
I CANDIDATI CHE RISPONDONO Sì ANCHE ALLE DOMANDE: 4, 5bis, 7, 8, 10, 11 e “NON LO SO” alla domanda: 1 sono pregati di ANDARSENE DIRETTAMENTE A FANCULO.

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amore, poliamore, poligamia, polyamore

quattro (o del come si prende in mano la felicità)

a volte credo che il numero perfetto sia quattro. o forse tre. non saprei. non sono una esperta di triangolazioni nè di scambi di coppia,perciò… non so quale sia il numero PERFETTO.
di sicuro, DUE è troppo poco. e con questo, non condannatemi. non intendo che il mio numero due non mi soddisfi o non mi ami o non mi piaccia veramente. lo è e lo fa, è tutte queste cose insieme. eppure. a volte… a volte desideri altro.
qualcosa non in più, ma di diverso. qualcosa che non potresti avere dal tuo numero due, o qualcosa che tu non potresti dargli. funziona come con i gelati (… come al solito… lo so…): il fatto che io possa svegliere solo due gusti per cono non significa affatto che non desideri anche altri. e infatti. li desidero.

quattro è un numero che spesso mi soddisfa. anche tre, a volte. mi piace guardare. mi piace dare la precedenza a chi di dovere. mi piace condividere…. amore, sesso, passioni…. non importa. condividere. moltiplicare. perchè a differenza di quel che pensate, l’amore condiviso non diminuisce. ma aumenta. in proporzione alla generosità con cui condividete.

oggi a pranzo è venuta una coppia di nostri cari amici. cari sembra una parola strana, perchè c’è gente meno cara che conosco da più tempo o che frequento più spesso. ma è proprio quel che vi dicevo. l’intensità aumenta.
dicevo, comunque. il pranzo. la coppia. amo guardare lei mentre li affascina, entrambi, in due maniere diverse. mentre CI affascina, dovrei dire, visto il mio “lieve lato bisessuale”, come dice mio fratello. amo la carica erotica che leggo loro negli occhi, quando si guardano. amo quel patto di mutuo silenzio, di rispetto non scritto che intercorre tra noi quattro. nessuno muoverebbe un dito per ferire nessun altro. non esistono invidie, non esistono rancori. ognuno ha un proprio posto e le regole sono ferree quanto mute. e così, invece di un solo amante, o di un solo fidanzato ed un amante o di un fidanzato e una amante… possiedo tutti e quattro. e più. ho
un’amica e un affettuoso amico, ho un amante ed un’amante, a volte separati, a volte insieme, ed ho un fidanzato, a cui tutto ciò non solo va bene, ma piace ed eccita tanto quanto a me.
sono in vena di romanticherie, oggi. perciò non vi racconterò delle nottate a quattro, negli alberghi o delle notti in cui lui era da lei e l’altro era con me… nè di quanto mi piace starli a guardare quando si baciano o si svestono o si leccano, succhiano, godono. non vi racconterò di tutto questo. ma dell’elettricità che c’è nell’aria quando siamo tutti quanti insieme, anche solo seduti attorno ad un tavolo. a quanto lui assomigli a me, a quanto io assomigli a lei e… beh. Lui è Lui. non potrei avere tutto questo, senza.

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amore, poliamore, poligamia, polyamore

gelosia (nasciamo gelosi. ma possiamo disimparare)

 

ci hanno insegnato ad essere gelosi delle nostre cose. o meglio, delle nostre persone.
siamo gelosi per natura. dei nostri giocattoli. dei nostri fratelli. della nostra mamma. è un istinto primordiale ed istintivo, probabiomente collegato alla sopravvivenza. se lasciamo che tutti gli altri prendano ciò che è nostro, come faremo poi noi?
ma l’uomo non è più solo istinto. è educazione e vita sociale. e parte di ciò che ci dice il nostro istinto, lo abbiamo modificato. nel tempo. educandoci. l’egoismo che sembra imperare nella nostra mente (e che nell’istinto naturale degli animali non esiste….) abbiamo imparato in qualche modo a domarlo o a mascherarlo, per lo meno, in nome dei vantaggi dell’essere sociale. impariamo a pagare le tasse, a offrire l’ultimo boccone del nostro cibo, a dare la precedenza a chi è più debole, a consolare anche quando non ne abbiamo voglia. tutto in nome di un vantaggio. impariamo a non essere gelosi dei nostri giocattoli quando ci accorgiamo che in questo modo guadagneremo l’uso anche di quelli degli altri. bisogna dare per ricevere. sempre.

quindi. nasciamo gelosi. ma possiamo disimparare a farlo. e di norma si dice che quetso ci renda persone migliori. i bambini che hanno avuto fratelli sono “migliori” dei figli unici. meno egoisti, meno capricciosi. sono già cresciuti. hanno già imparato a correggersi.

quindi. possiamo imparare a correggerci anche noi, adulti, dalla gelosia che ci prende quando siamo adulti? sì, LA gelosia. di quella sto parlando. di quel sentimento così radicato nei nostri comportamenti e nella nostra società, nell’unica forma che sembra essere ben tollerata (e ben OLTRE): la gelosia per il nostro partner.

ora. molti di voi mi staranno già dando della pazza. E’ NORMALE ESSERE GELOSI QUANDO SI AMA. LA GELOSIA E’ UNA DIMOSTRAZIONE D’AMORE. SE NON E’ GELOSO E’ PERCHE’ NON TI AMA DAVVERO. SE NON SEI GELOSA E’ PERCHE’ NON CI TIENI VERAMENTE.
ebbene. questa è la prassi. ma concedetemi il beneficio del dubbio. ammettete che questo è il modo in cui pensa il novanta per cento delle persone (…. e sono stata molto molto molto buona…). ora concedetemi la fiducia, per favore, di ammettere che , visto che nessuna regola è esente da eccezioni, ci possano essere persone che la pensano in ALTRO MODO. persone che, nonostante tutto, hanno sviluppato un pensiero diverso al riguardo. nonostante la forma mentis che avete provato a dar loro, fin dalla prima favola che gli avete raccontato contentente UN principe ed UNA principessa che si amano PER SEMPRE, fin dalla prima stupida domanda “qual’è la tua migliore amica?”, fin dal primo cartone in cui un personaggio prova invidia e gelosia per qualcuno che stanno per portargli via…. nonostante tutto questo. ammettete che qualcuno possa essere DIVERSO.
io non ho mai avuto UNA migliore amica. ognuna di loro era speciale. e non venite dirmi che è perchè nessuna in verità lo era. perchè, certo, erano un gruppo ristretto e ben distinto dalle altre femmine con cui non legavo. ma non avrei mai potuto sceglierne UNA SOLA.
spesso uso la metafora dei gelati per spiegarmi in questo senso… ma troppo spesso ormai mi sono sentita dire che le persone non sono gusti di gelato e che l’amore non è la stessa cosa che scegliere il proprio gusto preferito. eppure. perchè no? per me è così. ad oggi, confondo le persone che non mi conoscono, usando la frase “è il mio migliore amico” riferita a persone diverse. ebbene, è semplicemente così. è il mio modo di vivere. su una torre, non potrei mai scegliere chi tenere. il gruppo si muove insieme. tutti su o tutti giù. e questo non è un errore nè un difetto. e’ BELLISSIMO.

ora. definiamo GELOSIA. credo che ognuno di noi abbia un concetto diverso a riguardo. userò il concetto che va bene per me: gelosia è quel sentimento che provo nei confronti di una persona, quando capisco che qualcuno ha il potere di portarmela via senza più restituirmela. sembra un po’ una regola da bambini per i giocattoli: è mio, te lo presto per un po’, ma poi deve tornare perchè è mio. ecco.per me. vale la stessa cosa. è mio. ma è anche parzialmente tuo. però da me deve ritornare. sempre. come da te, può ritornare. sempre.

cosa ci guadagniamo in questo scambio? la fine della paura. delle bugie. dei tradimenti. delle falsità e delle privazioni. siate realisti. quanti intorno a voi non hanno avuto almeno due oggetti del desiderio contemporaneamente…?

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sesso, V.M.18

delle parole indecenti ( o di quello che NON CI DICIAMO)

imagesquante parole conoscete per indicare l’organo genitale maschile? scommetto molte. dalle più volgari (cazzo, minchia, verga, uccello, mazzo…) alle più sterili (membro, pene, testicoli….). se doveste parlarne ad una conferenza, sapreste quali usare. (realisticamente: pene, organo sessuale. organo riproduttivo, membro). se le doveste usare per spiegare la sessualità ad un bambino ve ne verrebbero forse in mente altre. (pisello, uccellino…) quando esprimete un desiderio o una richiesta durante un atto sessuale, probabilmente altre ancora (cazzo…uccello…palle…..). molti di voi, in alcune di queste circostanze, indicano il tutto semplicemente con una ellissi (..infilamelo… mi fa male lì in basso… prendilo in bocca…. glielo metto dentro… ho una cosa che spinge nei pantaloni… ho un eritema proprio lì…) o con una sostituzione (in mezzo alle gambe. la mia erezione… il mio desiderio… hai una pistola in tasca o sei solo felice di vedermi?)

scrivo questo post con la sensazione dormiente dentro di me che il linguaggio non sia sempre adatto ai nostri bisogni comunicatvi e che questo sia un elemnto che ci può dare molte informazioni utili sulla società che fa uso di quel linguaggio.
gli eschimesi hanno decine di termini diversi per indicare quell’elemento metereologico che noi definiamo semplicemente NEVE. e che per loro ha mille sfumature diverse. e che, è evidente, ha bisogno di mille parole diverse da applicare nei mille discorsi che se ne fanno o alle mille caratteristiche diverse che questa “neve” ha, nella realtà.

che c’entra tutto questo con ciò che ho scritto prima? c’entra. perchè provate ad applicare le stesse domande all’organo genitale feminile. quante parole conoscete? (vagina, patata, gnocca…). dalle più volgari (figa, buco…) alle più sterili (vulva, utero, organo riproduttivo femminile…) di alcune parti di esso si parla così poco e da così poco tempo che abbiamo a disposizione solo i termini medici (clitoride. grandi labbra. piccole labbra…) le parole per parlarne ad una bambina (farfallina…. patatina… fiorellino…) e le parole per parlarne al vostro partner (…..? ) o l’elenco infinito di situazioni in cui eludiamo il termine (leccamela. mi fa male. un fastidioso prurito proprio lì. mettimelo dentro. sono tutta bagnata) e gli infiniti momenti in cui lo sostituiamo (me l’ha messo davanti. in mezzo alle gambe. ha infilato una mano sotto la gonna. vienimi dentro…)

cerco di fare un paragone tra le due situazioni e, vi prego corregetemi se sbaglio, mi pare che sia molto meno imbarazzante dire “tenere in mano l’uccello” che “aprire bene la figa”. mi pare che si possa dire “pene” con leggerezza mentre che le parole “vulva” e “vagina” siano cacofoniche quasi a livello delle parole mestruazioni o diarrea (scusate il mix. e la franchezza)(ma perchè poi si chiama pene? non regala forse gioie…???)
poi in realtà mi rendo conto che COMUNQUE scegliere una parola,in entrambi i casi, è davvero il frutto di una cernita sudata e difficile. nei momenti più incredibili e disparati. provate a pensare all’ultima volta in cui avete dovuto CERCARE LA PAROLA ADATTA. personalmente, sono la regina delle omissioni. mi piace succhiarglielo. spingimelo fino in fondo. leccamela. vorrei la tua testa tra le mie gambe. mettimelo dove vuoi.

cosa ci dice il nostro linguaggio sulla nostra società? tutto. esattamente come con la neve per gli eschimesi. ci dice che dei nostri organi sessuali parliamo o dal medico (e solo se costretti) o in termini volgari e spregiativi (non capisce un cazzo. ) o semplicemente non ne parliamo REALMENTE(“siamo andati a letto insieme” è la frase che usiamo per confidare alla nostra migliore amica che abbiamo fatto sesso col tizio conosciuto al bar ieri sera, ma scegliamo questa frase anche se ci siamo fatti una scopata sul cofano di una macchina dopo undici mojito). ma queste sono cose che probabilmente già sapete. probabilmente ve ne siete già accorti la prima volta che avete voluto descrivere una notte di sesso di fuoco al vostro confidente più intimo… e non avete trovato parole adatte.

scrivo questo post perchè io sinceramente mi trovo in imbarazzo con queste parole e non solo. ad esempio, anche con la parola poliamore. mi fa venire i brividi freddi. preferisco essere imprecisa ed usare la parola poligamia (e venire tutte le volte crocifissa da chi mi corregge con dovizia…), parola che comunque CHIUNQUE comprende al volo e che comunque è semplicemente il contrario della parola MONOGAMIA (che però quella va bene per tutti, uomini e donne, sposati o non sposati… vero? non usate MONOAMORE…vero? e allora perchè rompete le palle a me perhcè uso POLIGAMIA, non me lo sono ancora spiegato).
comunque. questo è OT.

il concetto è. che spesso non abbiamo le parole per dirlo. perchè non lo abbiamo mai detto. perchè non abbiamo il coraggio di dirlo. perchè non se ne era mai parlato, prima. del clitoride, del punto G, del punto L, dei bisex, i transgender, gli asessuali, i pansessuali, dello squirting (… di cui NON ESISTE una parola italiana!!!) o del poliamore. ….chi era poligamo (…. o poliamoroso…. vedete voi) era un fedifrago. un’infedele. un puttaniere (….. e di riflesso.. le donne che si scopava fuori dal talamo nuziale… tutte puttane…aaaaah! le parole! cosa non sono!!). oggi è un poly-qualche cosa. bene. ne sono felice. anche se credo che manchi ancora tanto. tanto tanto. prima che la gente ammetta che il sesso è qualche cosa di così naturale e immortale che se ne può decisamente parlare usando parole MIGLIORI di queste.

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