amore, Senza categoria

credevo fosse amore (e invece non era per sempre)

okay. forse sbaglio io. forse sono troppo cinica, troppo crudele, troppo oggettiva e materiale. i’m a fucking scientist. perciò. partiamo da qualcosa di realmente OBIETTIVO.

e prendo il dizionario. alla voce amore, recita:

1 affetto intenso, sentimento di profonda tenerezza o devozione

2 inclinazione forte ed esclusiva per una persona, fondata sull’istinto sessuale, che si manifesta come desiderio fisico e piacere dell’unione affettiva:

[www.sapere.it]

bene. ci terrei a precisare che in NESSUN delle definizioni di amore sul dizionario è contemplata la parola PER SEMPRE. dunque. inizio a sperare. forse non sono ammattita io. forse è matto TUTTO IL RESTO DEL MONDO… okay. datemi della pazza. ma ognuno di noi trova sempre un qualche pensiero assurdo a cui aggrapparsi e sperare.

nel vostro caso. è il PER SEMPRE. ora. non voglio passare per cinica bastarda. e soprattutto non voglio che il mio attuale “PER SEMPRE” mi chiami entro un paio d’ore e mi molli. perciò. lasciatemi specificare. non che io odi il PER SEMPRE. non che non ci creda. non che dica che non esista. non che secondo me risieda in un luogo diverso da quello in cui risiede la parola AMORE. solo. non credo che tra i due concetti viga la proprietà transitiva. avete presente, quel gioco stupefacente di ragionamenti logici per cui, ad un certo punto della vostra vita scolastica, vi avranno sicuramente fatto notare che dire “tutte le bionde sono stupide” e dire “quella ragazza è stupida quindi è bionda” stupefacentemente non sono due affermazioni connesse logicamente in maniera corretta….? ebbene. la relazione logica che intercorre tra “l’essere bionda” e “l’essere stupida” non è di tipo transitivo. quindi. se siete bionde siete sicuramente stupide. ma se siete stupide non siete per forza bionde. (chiedo venia alle bionde. certo, io sono mora, ma non era mia intenzione insultare il vostro QI. assolutamente).

ebbene. tra AMORE e PER SEMPRE vige più o meno la stessa relazione. certo, tutte le volte che dite AMORE credete che sarà per sempre. ma non significa che tutte le volte che NON E’ PER SEMPRE allora NON SIA NEANCHE AMORE. voglio dire. mi sembra anche così EVIDENTE che mi pare stupido stare qui a spiegarlo. ma evidentemente devo.

 

(.. intendo. speigare LA MIA IDEA SULLA QUESTIONE. non spiegarvelo a mo’ di maestrina in cattedra. se poi vi sentite messi nella fossa degli ignoranti come gli studenti beh…. non è mica colpa mia.)

 

punto numero uno. il gioco più divertente. alzi la mano chi non ha mai detto PER SEMPRE per poi scoprire che non è stato così. non vi vedo ma suppongo MOLTO. ora alzi la mano chi ha detto TI AMO per poi scoprire che non era così. pochi, ma onesti e buoni.  per ultimi alzino la mano tutti quelli che hanno detto TI AMERO’ PER SEMPRE e poi non è stato così. ecco. ora avete praticamente tutti le mani alzate.

tranne. tranne. un piccolo gruppo di sognatori. adolescenti, immagino. non mi prendo nemmeno il disturbo di andare a vedere l’età segnalata sul profilo. conosco già la risposta. voi credete ancora di farcela. ed è giusto che sia così. è BELLO che sia così. non mi fraintendete. credo di avere detto pochissime volte PER SEMPRE nella mia vita. e la maggior parte di quelle volte è stato all’interno della frase “Non dico mai PER SEMPRE”. ecco. però. ricordo almeno UNA OCCASIONE in cui l’ho detto. “Ti voglio. nella mia vita. per sempre”. l’ho detto., per chi mi avete preso? ho un cuore anche io. e che cazzo. ora però. ribaltiamo la questione. vi ricordate? le stupide e le bionde. ogni volta che ho detto PER SEMPRE sicuramente amavo. ma quante volte ho amato senza che si aggiungesse o si realizzasse quel PER SEMPRE? e perchè A POSTERIORI (perchè è obiettivamente una cosa he si può fare solo a posteriori!) dovrei rigiudicare quell’amore e quel TI AMO solo alla luce del fatto che se non è durato per sempre ma soloPER  UN PO’ allora non era davvero amore’? davvero mi volete far credere che le persone che avete amato per un po’ in realtà non le avete amate, è stato un errore, un misunderstanding, una valutazione non obiettiva….? DAVVERO?… se sì: BRRRRRR. non vorrei essere nei panni dei vostri ex. dovete apparire dei veri MOSTRI ai loro occhi. se no: grazie. grazie di essere obiettivi. quando si ama, non si sa mai se sarà per sempre oppure no. è assiomatico. lo si può desiderare, ed è bello farlo. ma non potete davvero dirmi che volete rinunciare a tutto ciò che sarà un NON DI SICURO PER SEMPRE solo per evitarvi la sofferenza o la delusione. REALLY???? apriamo gli occhi. questa frase NON HA ALCUN SENSO REALE. è come dire, entrando in una pasticceria, che mangerete solo le torte davvero buone. ma per sapere se una torta è buona oppure è cattiva, la dovrete mangiare. so, WTF? di cosa stiamo parlando? vogliamo davvero educarli questi figli o vogliamo per loro dipingere un mondo irreale e irrealizzabile? L’AMORE NON E’ AMORE SOLO SE SARA’ PER SEMPRE. e non c’è assolutamente nessun modo per sapere PRIMA quanto lungo sarà il per sempre in cui tanto sperate.

 

 

perciò. riempi quel baule daste17. riempilo di amore, più che puoi. e quando uno finirà, cercane un altro e un altro e un altro ancora. a volte l’unico modo per farlo durare davvero PER SEMPRE è non dimenticarlo. mai.

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NO WAY OUT ( delle verità nascoste)

a volte credo che la gente si diverta a nascondersi le cose. coprirsi gli occhi, foderandoli di prosciutto. inventarsi un mondo fantastico, nelle loro menti, in cui vivere. invece che affrontare la reale verità delle cose.

 

prendo un post. uno qualsiasi. o un messaggio. uno qualsiasi. oggi è la giornata de “cosa succede quando una storia finisce?”. beh. in quanto troia di prima categoria (…sì, sono una troia. e allora? vedi qui e qui  e qui  anche per sicurezza…) farò fatica a dare a questa domanda risposte assennate. almeno ai vostri occhi.

anyway, anyway… cominciamo dai post.

Forse, il tempo davvero guarisce le ferite e alla fine non senti più nulla per quella determinata persona. Rimangono solo i ricordi e qualche briciola di affetto nel palmo di una mano. Ma i progetti che si fanno insieme dove finiscono? Dove finiscono le risate  e la complicità? I viaggi insieme e le chiacchierate in macchina? Finisce tutto nel baule del “sarebbe potuto durare ma non ci siamo impegnati abbastanza”? O in quello del “sarebbe potuto durare ma eravamo destinati ad altre persone”? Non lo so. So solo che il mio baule è vuoto. E spero che rimanga per sempre tale.”

…… mi viene da premere il tasto maiuscolo con tutta la forza che ho in corpo e scrivere VERAMENTE????… invece sono delicata. e cerco di elaborare una risposta razionale e raziocinante (.. si può dire?). ma dentro di me, qualcosa ulula. VERAMENTE??? no, davvero. davvero tu credi che i rapporti siano fatti tutti per durare per sempre? che le persone stiano innamorate tutta la vita e costruiscano sempre un solido futuro pieno di figli e progetti INSIEME? a partire da… dai fidanzatini delle elementari? o forse il tuo ragionamento vale solo per gli innamorati VERI, quelli che si dicono TI AMO con cognizione di causa..?  o vale solo per quelli che sono stati insieme per più di un anno… o cosa???…. scusate. se non capisco. DAVVERO crediamo alla favola che quando ci si innamora sarà SEMPRE PER SEMPRE?……. bella favola. bel mondo irreale che vi state costruendo. facile, chiudersi lì. in un mondo caramelloso e caramellato in cui il principe azzurro rimane per sempre di fianco alla bella addormentata e se se ne va è solo perchè non ha i coglioni abbastana per rimanere lì a sopportare. no, davvero. quante persone conoscete le cui storie d’amore sono semplicemente ANDATE A MALE…? è così che gira il mondo. perchè non aprite gli occhi?

e poi. mi viene da farmi un’altra domanda. il valore di un amore si riconosce davvero da ciò che ci ha portato ad ottenere insieme? alcuni dei miei amori più intensi sono durati non più di dieci o quattoridici mesi. che vuol dire, che non ci siamo impegnati abbastanza? che non era vero amore? ho sbagliato a dire loro TI AMO?

… no. mi dispiace. in tutto questo io non ci trovo un filo logico. sarà che sono una dannata scienziata e in tutto ciò che mi genera confusione, applico il metodo induttivo. 1. OSSERVARE 2. ANNOTARE DATI QUANTITATIVAMENTE SIGNIFICATIVI 3. TROVARE DELLE REGOLE GENERALI CHE LI DESCRIVANO E LI RENDANO SENSATI. quindi. SE la maggior parte delle nostre storie muore di stenti e di dolore. e SE non facciamo comunque a meno di trovare sempre un nuovo amore in cui tuffarci. SE questo nuovo amore non per forza finirà in un bel matrimonio rose e fiori come immaginiamo, per quanto possiamo impegnarci per indirizzarlo in quella direzione… SE tutti questi SE sono dati empirici oggettivi, obiettivi e fondamentali…. ALLORA… cosa ne ricavate dalle vostre osservazioni? quale potrebbe essere lo scopo di tutta questa MIRIADE di relazioni che vanno a finire sempre nel baule “ci eravamo tanto amati ed ora è finita tutta a puttane”…? coraggio. VI ASCOLTO.

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ci hai messo poco (il cuore è una puttana)

il cuore è una puttana e ha più stanze di un bordello. dopo questa inaspettata citazione di Marquez inizio a credere che i poligami nella fascia dell’umanità che racchiude i “grandi artisti” siano molto di più di quel che sembra. ad ogni modo. qualcuno ancora se ne stupisce. della mia capacità di “poligamare” intendo.

 

sì, ci ho messo poco. hai ragione. a marzo hai chiuso la nostra relazione, ad aprile stavo già uscendo con un altro, a maggio ne ero già (e ne sono ancora) innamorata persa. so….WTF? non capisco dov’è il problema.

– hai fatto in fretta.

ah, capisco. il problema è questo. che ho fatto in fretta. sai una cosa? no. non ho fatto in fretta. sono ANNI che non mi innamoro in questa maniera. quindi. in fretta sto paio di palle. e sai un’altra cosa? sì. ho fatto in fretta. perchè io faccio sempre in fretta. è insito nel concetto stesso di poligamia. se non posso amare una persona sola, significa che non smetto mai nemmeno di cercare, di conoscere, di studiare, significa che sì, ci metto poco perchè realisticamente io ho continuato a cercare anche mentre io e te stavamo insieme. perchè non ho mai smesso. non ce n’era e non ce n’è mai stato motivo e forse non ce n’è nemmeno adesso. e comunque, statisticamente… funziona così. se non mi precludo mai niente, non mi nego mai niente e mi attacco tutto sempre alla voglia di ed al desiderio di… beh…. i numeri diventano importanti. e.. sì. faccio dannatamente in fretta. a trovarmene un altro. ad aprire l’agenda e trovare un numero sicuro per scopare. a lasciarmi spudoratamente corteggiare sul posto di lavoro e poi farmi invitare fuori.

e così…qual’è il problema? mi hai lasciata. proprio per questo. che importanza ha più il TEMPO CHE CI METTO?

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LA CENA/2

….rimango per qualche attimo stordita, una mano a rimettermi a posto i capelli, l’altra infilata tra le gambe a scaldare le morbide pieghe della carne. che diavolo ti è preso? sono indecisa se ciò che ho appena assaggiato sia più un bene o sia più un male. sorrido. è uno dei tuoi soliti giochi. come quella volta che mi bendasti e svestisti e mi portasti nuda in giro per il palazzo, deserto, la notte di ferragosto. o quella volta che mi infilasti dentro per gioco un cestino di frutta intero, sfruttando e riempiendo tutti i miei orifizi….. non importa. decido di stare al gioco. liscio le pieghe bagnate che ho sul vestito e mi incammino verso la cucina. mi chiedo se mangeremo fuori. e se hai cucinato tu.

la cucina profuma di qualcosa come… asparagi e… una nota agrodolce sotto. che non capisco. mi guardo intorno. c’è un lungo tavolo di legno quasi nero, al centro della cucina. non è apparecchiato. cosa molto strana. e c’è solo una sedia in tutta la stanza. non capisco. cerco con gli occhi i tuoi occhi e prego che tu dica almeno una parola. questa cosa sta diventando inquietante. emozionante. quasi…. impercettibilmente eccitante.
– siediti.
mi dici. scosti la sedia e me la indichi con la mano. io mi siedo, accavallo le gambe, rassetto il vestito.
– hai bisogno di un aiuto a far qualcosa?
sorridi. anzi no. ridi. di me.
– sì. ho bisogno che ti siedi qui. e che ti svesti.
alzo un sopracciglio e non so se la mia faccia sta sorridendo oppure no. spogliarmi? credevo sarebbe stata una cena galante. non importa. lo faccio. mi levo le scarpe, per prime. senza quasi alzarmi, mi sfilo il vestito, oltre le spalle. altro non devo fare. sotto non porto biancheria. a te piace così.
ti avvicini e mi prendi con le mani sotto alle braccia. come una bambina, mi sollevi facilmente e mi fai sedere sul bordo del tavolo. nei miei occhi, un lampo. ricordi. di un ristorante isolato. un weekend al mare. una scrivania intagliata in montagna. è già successo. scoparmi su un tavolo credo sia una delle prime cose che hai fatto. e rifatto. e rifatto.
– nooo – strascicando i toni e scuotendo la testa- non ti scoperò in cucina.
ti guardo perplessa.
-in cucina si mangia.
dici. e mi afferri per la gola. veloce, non faccio nemmeno in tempo a reagire. mi stendi sul tavolo. mi fissi dritta negli occhi, assapori il mio stupore, la mia perplessità, la mia paura. sento le scanalature del vecchio legno sulla schiena. mi accarezzi le braccia, come se le volessi gustare per l’uòtima volta. e poi me le afferri e me le spingi sopra la testa. prima ancora che io mi possa muovere, mi scopro con i polsi legati, le braccia distese oltre il capo, i seni nudi ed esposti che disegnano una dolce conca a pochi millimetri dalla tua faccia. con movenze da animale, mi fiuti. segui la scia del profumo che ho indossato per te qualche ora fa. scivoli, sfiorandomi tutto il corpo con le labbra, fino a posarmi la bocca sulle ginocchia chiuse. le scosti, una dall’altra e quando penso che tu stia per infilartici in mezzo, ti togli. ti inginocchi. e con qualcosa che ha la consistenza di una corda mi leghi le caviglie alle gambe del tavolo. sono nuda, immobilizzata ed esposta, sul tavolo della tua cucina. quando torni in piedi, i tuoi occhi hanno una luce che non ho mai visto. ti guardo guardarmi e mi sorridi.
– sei bellissima
mi dici. e io per la prima volta penso che sì, è vero. sono bellissima. ma solo quando mi guardi così. solo per te.

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LA CENA

Mi hai invitata a cena. da te. sono lusingata. tre mesi che ci frequentiamo e non era mai successo. ci siamo conosciuti per caso. e sono stati tre mesi di sesso. infiniti. ed indescrivibili. sesso dappertutto. in ogni luogo reale e immaginario, della città e del mio corpo. non riesco ad immaginarci… per due ore. vestiti. insieme. seduti a un tavolo. da te.

non ho mai visto casa tua. per qualche motivo, non mi ci hai mai portato. lo considero un notevole passo avanti. mi chiedo cosa mi aspettI…. non ne ho neanche la più vaga idea. nemmeno il più sottile SOSPETTO.

suono il campanello.

il tiro del cancello schiocca ed io percorro il vialetto d’ingresso. è fresco e profumato. potremmo farlo in giardinovoglio dire. cenare, intendo. ovviamente. abbasso il capo per passare oltre le tende che offuscano la visione della sala. ed entro.

dentro ci sei tu. vestito di tutto punto. hai una giacca addosso e una camicia. persino la cravatta ed i gemelli a chiudere i polsini. all’improvviso, mi sento inadeguata. il mio abito leggero, tre strati trasparenti uno sull’altro che celano ai tuoi occhi il mio corpo completamente nudo sotto, mi pare decisamente troppo poco. in realtà, scopro in fretta che non ha importanza.
mi guardi e mi sorridi. non hai ancora detto una parola.
– ciao
ti dico. e ti allungo la bottiglia di vino. è un passito. il mio preferito. bianco. ancora ghiacciato. abitiamo cosìvicini, anche se non lo sapevo, che non ha fatto nemmeno in tempo a scaldarsi.
sorrido, ora un po’ incerta. tu non hai ancora detto niente. non c’è musica. la tv è spenta. sento solo il sussurro degli alberi mossi dal vento e qualcosa che sfrigola, delicatamente, in cucina. ma tu non parli. mi prendi la bottiglia dalle mani. non la guardi nemmeno. sorridi e mi appoggi una mano sullo sterno. mispingi addosso al tavolo, alle mie spalle, il tuo corpo che pesa sul mio, le tue gambe che levano alle mie la capacità di mantenere un equilbrio proprio. mi guardi dritta negli occhi e con un gesto sicuro, il gesto di un uomo che già conosce a prefezione la strada, abbassi la mano che tiene la bottiglia e me la infili sotto il vestito. lì, ti apri un varco tra gli strati sottili e mi premi la bottiglia sul clitoride. vetro ghiacciato direttamente sulla carne bollente. urlo, sorpresa e cerco di togliermi, di scivolarti via. tu mi fermi. una mano alla gola. e stringi. STAI FERMA. mi dici. e spingi ancora più forte. mi costringi a divaricare le gambe, ora. e tutta la mia fica è appoggiata sul vetro. ghiacciata. dolorante. pulsante. gemo. un lampo nei tuoi occhi mi fulmina. deglutisco a vuoto e blocco in gola il nuovo lamento. mi spingi la bottiglia ancora più addosso, ancora più dentro. se possibile. la tieni lì, ferma, finchè non sei sicuro che io sia calma. e poi mi levi la mano dal collo. e muovi la bottiglia. piano. è impercettibile. ma lo sento. la stai spostando. sento passare la scanalatura dell’etichetta e sussulto. sento il suo volume che diminuisce, piano piano, mano a mano che la sposti verso il collo. terrore nei miei occhi. ho paura di quel che farai. quando arrivi alla fine della bottiglia, sorridi. la sento premere proprio sotto di me. so cosa hai in mente di fare.
ma non lo fai. mi lasci andare. di colpo, come eri arrivato. non hai ancora detto una parola. rinsaldi la presa sulla bottiglia, con gesto sicuro. ne annusi l’odore. il mio profumo sul suo vetro. e scompari, in cucina, lasciando aperta la porta.

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LA ZOCCOLA ETICA, poliamore, poligamia, polyamore, sesso

Delle verità nascoste (o: si fa ma non si dice)

“… e infine non possiamo evitare di chiederci: se la monogamia è la sola opzione possibile, la sola vera forma di amore, le unioni di questo tipo sono tutte davvero autenticamente consensuali? Molti dei nostri amici hanno scelto di essere monogami, e a loro va tutta la nostra ammirazione. Ma quante persone nella nostra società compiono questa scelta consapevolmente?”

LA ZOCCOLA ETICA

“Ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio. a Dio piace guardare. Lui dà all’uomo gli istinti. E poi cosa fa? Te lo giuro Kevin che lo fa per il suo puro divertimento. Fissa le regole in contraddizione. Una stronzata universale. Guarda, ma non toccare. Tocca, ma non gustare. Gusta, ma non inghiottire. perchè è un moralista. è un gran sadico.”

L’AVVOCATO DEL DIAVOLO

mi pare così OVVIO il contenuto di questo post, che mi verrebbe voglia di NON SCRIVERLO neanche. di lasciarvi qui, con le due citazioni e l’immagine a pensare. e basta.

ma poi, cerco di ricordarmi che non tutti vedono come vedo io, nè pensano come penso io, nè leggono ciò che leggo io. quindi. mi spiegherò.

da ragazzina giravo in una compagnia di quasi tutti i maschi. le femmine, ancora, erano realtà aleatorie su cui solo pochi privilegiati tra i componenti di quel gruppo potevano mettere le mani. e quando lo facevano, di certo non si dispensavano dalle chiacchere e dai racconti. spesso dimentichi che in mezzo a quell’insieme di teste guidate dal testosterone c’ero anche io. così, io stavo semplicemente ad ascoltare. sono sempre stata sicura come una tomba. non amo condividere segreti, odio spettegolare. non sopporto le donne non intelligenti. quindi. non c’era nulla che potessi far trapelare. scopate sportive, tradimenti fugaci, traditori seriali, mentitori d’eccezione. incameravo. informazioni.

ma andiamo avanti. ho sempre avuto una incredibile predilezione/capacità di attrattiva nei confronti delle storie complicate. e per la precisione, il più delle volte fedifraghe. a chi me lo chiede, ancora oggi, do sempre la solita risposta: non è un problema mio. piuttosto, sarà un problema loro. e. sono sempre stata brava a individuare, come un radar, gli amici o i fratelli o i fratelli degli amici. un vero delirio. di cui GIURO non ero io l’unica complice.

cominciamo con il biondo alto 1metro e 90 dell’ultimo post. lui mentre mi frequentava aveva stretto amicizia con il mio ex. e io che ne sapevo??? passiamo all’amico che mi consiglia al suo amico. passiamo all’amico che mi frega al suo amico. all’amico che mi frega al suo amico. o il ragazzo della mia “amica”. spregevole, vero? lo so. che mi state giudicando. eppure. non dovrebbe essere così.

ma torniamo al punto iniziale. vi chiedo solo una osservazione reale: sedetevi, in due. fate un elenco delle coppie formate da amici che conoscete con un certo grado di intimità e confidenza. e ora ognuno di voi segni con una crocetta ogni coppia in cui sia al corrente di un avvenuto tradimento.

e ora ditemi. se la monogamia fosse davvero la cosa giusta da fare, quella naturale, istintiva, la regola da seguire, l’innata capacità di amare di una persona… perchè facciamo acqua da tutte le parti?

 

 

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Ninfomane (o di quelle persone che fanno più sesso di voi)

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La definizione fornita da Kinsey per la parola “ninfomane” è: qualcuno che fa più sesso di voi

LA ZOCCOLA ETICA

Uhm. In effetti. non ci avevo mai pensato. Ma i migliori lapidatori sono coloro che hanno le mani sporche degli stessi peccati su cui prendono la mira. Quindi, perchè no?

Penso alla prima volta che sono stata lapidata. non fu niente di grave, in realtà. una semplice relazione sessuale. senza cerimonie, anelli, fidanzamenti, tempi prefissati, esclusività. ricordo che mi feci odiare da molte donne per questo. lui era il classico maschio che attira i desideri di tutti gli organismi femminili presenti nel suo raggio d’azione. biondo, alto, occhi azzurri, fisico palestrato e perfetto, gentile, profumato, premuroso. amavo descrivere i pomeriggi passati con lui con l’espressione “immersi in un barattolo di miele”. perchè era così. il sesso con lui assumeva tutto un nuovo significato. io ero la classica ragazzina appena uscita da una storia lunga 4 anni e mezzo, che va cercando un uomo qualsiasi sul cui materasso atterrare, possibilmente con caratteristiche diametralmente opposte a quello appena abbandonato. diciamo che ci siamo consolati a vicenda. diciamo che non c’erano impegni. diciamo che fui molto chiara, nelle mie chiaccherate a quattr’occhi con lui. ma forse avrei dovuto includere nella discussione anche le mie migliori amiche. farle entrare e guardare e controllare bene che non ci fosse trucco nè inganno. venghino, signorim, venghino. si tratta di una pura e semplice relazione affettiva con scambio di favori sessuali, consenziente da ambo le parti, non sono stati maltrattati animali nel mezzo. eppure, questo sembrava non bastare. agli occhi di chi. avrei dovuto rispettare i suoi sentimenti e non usarli semplicemente così.

più sesso di voi. sì. è possibile. l’appellativo ninfomane è uno dei più presenti sulle labbra delle persone che mi descrivono ed anche uno dei meno offensivi. in effetti un po’ me ne vanto anche.

conosco gli uomini. ebbene. nessuno metterà mai nella colonna “contro” (ammesso che gli uomini stilino questo genere di elenchi…cosa di cui dubito fortemente…..) Dicevo, nessuno metterà mai nella colonna “contro” la voce “fa troppo sesso”. ahahahhahah. e nemmeno “le piace proprio il sesso”. aahahhhaahah. e tantomeno “c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare sul sesso”. ahahahahahahhhahha. non mi ripeto citando quel detto feisbùkiano che già conoscete.

più sesso di voi. beh. sicuramente è possibile. e sicuramente era vero nella citata lapidazione di allora.  tra la rottura del mio rapporto pluriannuale e l’oggetto pluripremiato del desiderio femminile che mi scopai per qualche tempo (con il suo consenso. non sono stati maltrattati animali) erano passati appena 6 mesi e se non sbaglio in mezzo anche un altro palestrato. immagino che siano ritmi che non si confacciano ad una signorina. E quello era solo l’inizio. Era un segnale, un simbolo, un vago accenno di ciò che sarei stata poi. Attualmente ho 35 anni e una lista di Persone Che Sono Entrate Nel Mio Letto lunga circa 60 nomi. Niente di che, per altro, per quelli come noi. Conosco decine di persone che mi battono di gran lunga.

Comunque. Sapete una cosa? chi se ne frega. ho smesso di starvi a sentire. voi e la vostra INVIDIA.

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