poliamore, poligamia, polyamore

Se poi ti manco (delle cose che non mi mancano mai)

– ci sentiamo tra cinque giorni
– cercherò di resistere
– ahahahah. Va bene. Se poi ti manco, rileggi tutto quello che ti ho scritto fino ad oggi
– … certo. Ottima idea.

Non ti sto ascoltando, più. Articolo le parole con cui ti rispondo, ti saluto e chiudo la conversazione. Il mio stomaco si è stretto attorno a quelle 4 parole, l’arteria addominale si è occlusa, la muscolatura liscia si è contratta bloccata in uno spasmo involontario ma dannatamente evidente. Il sangue ha smesso di affluirmi al cervello, l’ossigeno per far proseguire i pensieri mi manca. SE POI TI MANCO SE POI TI MANCO SE POI TI MANCO. Sono entrata in loop. Avrei voluto aggiungere altre migliaia di parole, ma non c’è il tempo, non c’è lo spazio. Non c’è il luogo.

Se poi mi manchi? …. Possibile. Improbabile. Probabile. Impossibile. Il mio cervello si rifiuta di collaborare. Il muro è evidente. A me non manca mai nessuno, perché dovresti mancarmi tu….? Dice una voce.

Non mi manca mai nessuno. Non ho bisogno di vederti. Sto bene anche senza. Ho una lista di candidati con cui sostituirti. Le persone attorno a me credono ciò. La realtà è un’altra.

IL fatto che io sia una poligama non significa che le persone non abbiano importanza. Il fatto che io frequenti più uomini contemporaneamente non significa che siano indifferentemente interscambiabili. Il fatto che abbia sempre un appuntamento di appoggio o una serata in solitaria in grado di darmi equivalenti (o quasi) soddisfazioni non vuol dire che io non tenga a soddisfare i miei desideri o che tu non rientri realmente nei miei desideri. Semplicemente, sopravvivo. Sopravvivo se mi manchi. Sopravvivo se cambi programma all’ultimo momento. Sopravvivo se preferisci qualcos’altro a me. Sopravvivo se… SOPRAvivo. e la parola dice tutto. a chi sa leggere tra le mie righe. tu. per esempio.

Molte persone non sono disposte a capire tutto questo. O ad accettarlo. Sono quelle persone che camminano a tre gambe. La loro, quella del loro partner e quella che hanno steccato in comune. Zoppicano, vanno più piano, raggiungono meno posti, fanno meno cose. Ma sono insieme. Ecco. Una cosa che non mi vedrai mai fare. Attardarmi per aspettarti e legarti a me. No, non funziona così. E’ questo il prezzo da pagare. Posso sembrare crudele, egoista, menefreghista, egocentrica, stronza e puttana. Ma io vivo così. Sei il mio compagno di vita? Accompagnami. Ma non chiudermi, non bloccarmi, non limitarmi, non rallentarmi. Non sei il solo. Non sarai l’unico. E non esiste nessuna garanzia che lo sarai per sempre. E no, non parlo solo per me. Queste sono considerazioni che mi ripeto da quando mi ricordo di aver iniziato a pensare. Non esiste una scelta sola. Non esiste la sicurezza dell’eternità né la garanzia. Nemmeno la promessa. Per me, non ne esiste nemmeno il caldo conforto davanti al quale sembrano scaldarsi e intontirsi la maggior parte delle persone che, come falene, hanno bisogno della loro luce e della loro porzione di vetro caldo e non importa quante volte ci si feriranno, sbattendoci contro. Né quante volte moriranno. Torneranno sempre lì, a cercarlo.

“Se ti manco…” Sì. Mi manchi. Già. Da un po’. Si può morire di nostalgia per qualcosa che non hai mai avuto?
[cit…. un po’ modificata. Seta – Baricco]

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