poliamore, polyamore, sesso

“amore vado a sbattermi due camionisti (okay, porta due pizze poi)”

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in una ipotetica famiglia poly non ci sono regole che valgano. Questa è la prima lezione. Uso il termine “famiglia” perchè la prima regola è forse che una coppia poly non è detto che esista. E uso il termine “non è detto” perchè non è per forza una regola. E uso il termine “per forza” perchè… insomma. Avete capito.

In una ipotetica famiglia poly, uno dei due potrebbe avvisare l’altro proprio con il titolo di cui sopra. “amore vado a sbattermi due camionisti (okay, porta due pizze poi)”. Sì. Avete capito bene. E ho usato il termine “uno” dei due per non escludere che sia l’uomo a desiderare la combo su di un Navistar ultimo modello . Niente di più possibile. Chiarisco il concetto: se pensate alla offerta “amore stasera mi scopo un trans. Vuoi partecipare?” forse avrete ancora più chiaro il concetto di polivalenza in un rapporto libero in cui l’unica regola severamente vigente è: dimenticarsi delle regole.

Ai trans non avevo mai pensato. In effetti, potrebbero essere la soluzione ideale. Da quando mi conosco, sto titubantemente in mezzo tra la condizione di eterosessuale e quella di omosessuale. Quando mi garba di darmi una categoria, mi definisco bisessuale. In nessun caso la mia decisione è seria e definitiva. Non potrei mai rinunciare alla bellezza eterea e lussuriosa di una donna. Non potrei vivere tutta la vita senza la solida rigidità di un corpo maschile tra le mani. L’uomo virile che mi apre la portiera della macchina esercita altrettanto fascino di una fragile ed instabile figura femmiNEA appoggiata su un tacco dodici in metallo. Del resto, di norma scelgo le donne piuttosto mascoline, caratterialmente parlando. E gli uomini mi piacciono virili, di quelli che decidono come scoparti e quando scoparti senza nemmeno chiedere la tua opinione. Perciò, tecnicamente forse un trans sarebbe perfetto. A seconda del lato da cui lo guardi, può essere un uomo femmineo così come una donna virgulta. Beh. Vi saprò dire. Il trans in effetti ancora mi manca.

Ma torniamo alla nostra famiglia poly. E’ semplicemente il mio sogno mai realizzato. Tutti ne hanno uno. Avete presente la pubblicità del Mulino Bianco, la casa in campagna, la mamma che prepara la colazione, il papà che si infila la camicia per il lavoro e i figli che mangiano, puliti ordinati e sorridenti? Ecco. Scordatevelo. Per quanto mi riguarda basterebbe una casa su due piani, forse tre, quello in mezzo ad uso comune. Suppongo che non esisterebbero più di tanto orari, né limiti. Amo pranzare da sola, non ho bisogno per forza di addormentarmi con di fianco qualcuno. A differenza di quello che ammetterebbero in molti (e uso il termine “ammetterebbero” perchè….. ), il mio sogno erotico segreto è rientrare a casa e trovare il mio uomo intento a scoparsi sul divano del soggiorno un’altra. Magari bellissima. Magari nudissima. Possibilmente a gambe aperte e completamente glabra. Credo che adorerei la sua espressione sbigottita dagli occhi spalancati, mentre entro, saluto, mi tolgo le scarpe e scendo al piano di sotto. Giusto il tempo di farmi una doccia prima di aggiungermi, si intende. Sempre che sia di loro gradimento il terzo incomodo. Forse prima indugerei al frigobar (beh, stiamo sognando, no?) a pestare un mojito mentre li ascolto gemere e ridacchiare. E prima di distendermi a fianco a loro (o su di loro o dietro di loro…) credo che mi gusterei la vista del tramonto dal balcone di casa (ho dimenticato di dire che l’ultimo piano della casa dei miei sogni è mansardato?) tenendo d’occhio l’accozzaglia di corpi e valutando il mio indice di gradimento del soggetto femminile, nonché il sex appeal innegabile del mio soggetto maschile. Sono poligama ma non è che mi scopo anche i cessi, siamo chiari.

Tutto qua? Tutto qua. E’ chiedere troppo? Fine del sogno erotico di una poligama insoddisfatta. E di miliardi (lo so) di altri poligami latenti. Ma questo ve lo spiego un’altra volta. Ora ho due amiche che mi aspettano…

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