sesso

cammina normale, su! (non puoi proprio farne a meno?)

forse no. a volte non si può. farne a meno. camminare NORMALE. in fondo per lui e’ GIA’ normale.

sorrido. e penso a tutte le volte che ho fatto qualcosa di INUSUALE…a volte non mi accorgo di fare cose ANORMALI finchè non vengo risvegliata dallo stupore o dallo sdegno negli occhi degli altri.
in casa mia essere diversi è sempre stata una ricchezza. una fonte di stupore. un segnale di bellezza. mia madre ha sempre amato le persone differenti. quelle extraordinarie. e noi siamo così. tutti. dal primo all’ultimo. che poi non siamo in tanti, soltanto in 3. ma in fondo contiamo come l’universo intero.

da piccola volevo anche io fare la ballerina. forse se vessi fatto danza ora la mia vita avrebbe un altro aspetto. non ci avrei messo così tanto a CAPIRE.
ma da un sogno così NORMALE, cosa avrei dovuto sapere? ancora nulla, non era un segnale. forse lo erano i pomeriggi passati in casa a leggere o le vacanze assolate su una spiaggia senza bambini attorno. non sono mai stata una che stringeva amicizia facilmente. e, strano a dirsi, non lo sono nemmeno ora.
desideri strani, non ne ho mai avuti molti. era tutto incanalato. tutto prestampato. predefinito. chiaro e conciso. la scuola. la ginnastica artistica. i fidanzatini. gli orecchini. le uscite con le amiche.
quando ho iniziato a cambiare? quando ho smesso di CAMMINARE NORMALE?
a 20 anni ho deciso di diventare magra. ho smesso di mangiare. ho inflitto al mio corpo tutte le pene e gli strazi che un disturbo alimentare trascina con sè. ma anche questo era NORMALE. tutte le ragazzine nella adolescenza desiderano essere magre e volatili. io l’ho solo deciso più avanti.
è tipico della bulimia riverarsi anche nella vita sessuale. nessuna relazione stabile. promiscuità sessuale. quanto ero diversa? quanto ero anormale? ancora non lo so. mi sentivo uguale, anche se dalla parte sbagliata. erano i miei amici maschi a scoparsi donne a più non posso. io facevo uguale, solo che ero una ragazza.
ancora ad oggi non ne so il motivo, ma ho sempre fatto girare le persone nei locali. quasi tutti mi dicono che è per un certo non so che nell’espressione, dipinto in faccia. i più sinceri erano anche più schietti. ho sempre dato colpa all’averne a disposizione. esattamente come per i biscotti: potresti divorare tutta la scatola, perchè limitarsi ad assaggiarne solo uno o due??
poi mi sono scoperta più diversa ancora. e ho creduto fosse per quello. e ho capito che mi piaceva. e ho pensato che fosse per quello, che li continuavo a cambiare. ero alla disperata ricerca. di qualcosa.

beh. mi sbagliavo. non sono alla ricerca di niente. è come con i biscotti. voglio vedere il fondo del barattolo. il vetro del bicchiere. sentire il rintocco vuoto del cucchiaio nel piatto. non posso fermarmi prima. non voglio. e se anche dovessi, non potrei. ho bisogno di sentirla, tutta, questa vita dentro. ho bisogno di sapere che non ho buttato via un attimo, neanche uno. in nessuna maniera.
oggi sono uguale, a quello che ero anni fa. ma non ho mai smesso di cambiare. o di cercare. non posso smettere di farlo. non posso proprio farne a meno. voglio la vita scorrermi nelle vene. fino in fondo. fino in fondo ad ogni profondo, fottutissimo secondo.

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